Un cittadino ha proposto ricorso in Cassazione per contestare la propria responsabilità penale, sostenendo che un deficit acustico gli avesse impedito di avvertire il rumore prodotto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che la patologia uditiva è stata diagnosticata in un'epoca molto successiva rispetto ai fatti contestati. Inoltre, il disturbo uditivo riscontrato era soltanto di grado lieve-medio, dunque del tutto inidoneo a causare un isolamento acustico tale da non far percepire il suono prolungato di ben due suonerie azionate contemporaneamente. L'analisi del rapporto tra deficit acustico e responsabilita penale ha portato la Suprema Corte a confermare la condanna, obbligando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »