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Art. 657 Codice di Procedura Civile

14 provvedimenti

Sfratto per finita locazione: vince l’ospedale contro il bar
Un'azienda ospedaliera ha intimato uno sfratto per finita locazione al gestore di un bar situato nei propri locali, dopo aver inviato regolare disdetta. Il gestore si è opposto sostenendo che il rapporto fosse una concessione pubblica e che la competenza spettasse al giudice amministrativo, proponendo ricorso in Cassazione. Le Sezioni Unite hanno respinto la tesi del gestore, dichiarando la giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha chiarito che il contratto di locazione pone le parti in una posizione paritetica, senza che l'amministrazione eserciti poteri autoritativi o persegua interessi pubblici generali. Di conseguenza, la controversia rientra pienamente nella competenza del tribunale civile ordinario.
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Rilascio immobile comodato: guida alla cessazione.
Il Tribunale ha ordinato il rilascio immobile comodato a seguito della cessazione di un rapporto di uso gratuito tra madre e figlio. Il giudice ha accertato la natura precaria del contratto, permettendo la restituzione immediata, aggravata dal mancato pagamento delle spese condominiali e dal comportamento molesto del figlio occupante.
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Modifica Domande Sfratto: Inquilino si oppone, Locatore vince di più
Una società avvia uno sfratto per morosità contro un'impresa inquilina. Quest'ultima si oppone, dando il via a una causa ordinaria. Nel nuovo giudizio, la società proprietaria estende le sue richieste, chiedendo anche il risarcimento dei danni a un'erede del precedente proprietario che occupava altre stanze senza titolo. L'erede contesta questa mossa, ritenendola tardiva. La Cassazione, però, stabilisce che la modifica domande sfratto è legittima. L'opposizione dell'inquilino trasforma il processo e permette al locatore di precisare e anche modificare le proprie pretese iniziali. Di conseguenza, l'erede perde la causa e la sua condanna al risarcimento viene confermata.
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Appello ordinanza convalida sfratto: quando è ammesso
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'appello ordinanza convalida sfratto, confermando che il decesso del locatore dopo la notifica non interrompe il processo se gli eredi si costituiscono in udienza. L'appello rimane un rimedio eccezionale, esperibile solo in mancanza dei presupposti di legge fondamentali.
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Diniego di rinnovo locazione: guida alla sentenza
La Corte d’Appello ha esaminato la validità del diniego di rinnovo locazione intimato da una proprietaria per adibire l'immobile ad abitazione della figlia. Nonostante la nullità formale della sentenza di primo grado dovuta alla mancata lettura del dispositivo in udienza, il collegio ha confermato nel merito la legittimità della disdetta, ritenendola sufficientemente specifica e credibile, ordinando il rilascio dell'immobile e condannando la conduttrice alle spese.
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Sospensione del giudizio: no se la causa è sommaria
Una società immobiliare chiede lo sfratto di un ex portiere. Il Tribunale dispone la sospensione del giudizio in attesa della definizione di una potenziale causa di lavoro. La Corte di Cassazione annulla l'ordinanza, stabilendo che la sospensione è illegittima sia perché non vi era alcuna causa pregiudiziale effettivamente pendente, sia perché la natura sommaria della fase iniziale del procedimento di sfratto non consente l'applicazione dell'art. 295 c.p.c., il cui scopo è evitare conflitti tra giudicati.
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Contratto transitorio: quando è valido? Analisi
Un inquilino ha contestato un contratto di locazione transitorio, sostenendo fosse una simulazione per eludere la normativa sui contratti 4+4 e si è opposto a un'ingiunzione di pagamento. Il Tribunale di Milano ha respinto le sue richieste, confermando la validità del contratto transitorio data la comprovata esigenza del locatore e la consapevolezza dell'inquilino. L'ingiunzione di pagamento è stata confermata e l'inquilino condannato al rilascio dell'immobile e al pagamento delle spese legali.
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Pagamento in nero: Cassazione sulla restituzione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un locatore alla restituzione di ingenti somme ricevute come pagamento in nero da un conduttore. La Corte ha stabilito che una precedente convalida di licenza di finita locazione non preclude l'azione di ripetizione dell'indebito, ha ritenuto ammissibili le prove audio-video dei pagamenti e ha applicato la prescrizione decennale. Il ricorso del locatore, basato su otto motivi tra cui la violazione del giudicato e l'inammissibilità delle prove, è stato integralmente rigettato.
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Sfratto per morosità affitto d’azienda: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29253/2024, ha stabilito che la procedura di sfratto per morosità affitto d'azienda è applicabile anche a seguito della Riforma Cartabia. Nonostante la modifica legislativa abbia interessato solo l'art. 657 c.p.c., la Corte ha ritenuto, tramite un'interpretazione sistematica, che l'estensione valga anche per la morosità ex art. 658 c.p.c., a condizione che il contratto di affitto d'azienda includa almeno un bene immobile.
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Regolamento di competenza: inammissibile se c’è merito
Una società che utilizzava un terreno come deposito di marmi ha impugnato con regolamento di competenza la decisione della Sezione Agraria che negava la natura agricola del contratto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la decisione del primo giudice era una pronuncia nel merito sulla natura del rapporto e non una mera statuizione sulla competenza. Pertanto, il rimedio corretto sarebbe stato l'appello.
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Vincolo culturale: può bloccare lo sfratto?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19350/2024, ha stabilito che un vincolo culturale apposto su un immobile di pregio storico, come un caffè d'epoca, non impedisce al proprietario di procedere con la licenza per finita locazione. Il vincolo obbliga a mantenere la destinazione d'uso storica del bene, ma non cristallizza il rapporto contrattuale con lo specifico conduttore, bilanciando così la tutela del patrimonio culturale con il diritto di proprietà privata.
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Impossibilità sopravvenuta: locatore risponde sempre?
Un imprenditore agricolo stipula un contratto di locazione per un immobile, ma non può prenderne possesso perché il precedente inquilino si rifiuta di lasciarlo. I tribunali di merito avevano inizialmente escluso la responsabilità del locatore, invocando l'impossibilità sopravvenuta. La Corte di Cassazione, con una decisione innovativa, ribalta il verdetto: se il locatore era consapevole della situazione, si assume il rischio e risponde dell'inadempimento.
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Vincolo bene culturale: può bloccare uno sfratto?
La Corte di Cassazione esamina il caso di uno sfratto per finita locazione di un immobile storico. Il conduttore si oppone, sostenendo che un vincolo bene culturale protegge non solo i muri, ma l'intera attività commerciale, rendendola inseparabile dall'immobile. Data la particolare rilevanza della questione, che contrappone il diritto di proprietà alla tutela del patrimonio culturale, la Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora definire il merito della controversia.
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Rilascio affitto d’azienda: sì al 700 c.p.c.
Il Tribunale di Venezia ha concesso un provvedimento d'urgenza ex art. 700 c.p.c. per il rilascio di un affitto d'azienda. La decisione si fonda sulla grave morosità dell'affittuario e sull'inapplicabilità della procedura di sfratto a questa tipologia contrattuale. Il giudice ha ritenuto sussistente un danno irreparabile non solo patrimoniale, ma anche all'avviamento e all'integrità dell'azienda, ordinando l'immediata restituzione dei beni.
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