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Art. 65, quarto comma, d.P.R. n. 600 del 1973

6 provvedimenti

Responsabilità soci società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex socio di una società cancellata, confermando la sua responsabilità per i debiti tributari. La sentenza chiarisce che l'estinzione della società innesca un fenomeno successorio, trasferendo le obbligazioni ai soci. Questa responsabilità sussiste indipendentemente dalla percezione di somme in fase di liquidazione. Viene inoltre ribadito che una sentenza penale di assoluzione non ha efficacia automatica nel processo tributario se non prodotta ritualmente e se non riguarda gli 'stessi fatti'. La Corte ha sottolineato la piena legittimità dell'azione dell'Agenzia Fiscale volta a ottenere un titolo esecutivo nei confronti degli ex soci.
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Contraddittorio endoprocedimentale: chi può opporlo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10639/2024, affronta il tema del contraddittorio endoprocedimentale in seguito all'estinzione di una società. La Corte stabilisce una netta distinzione tra la posizione del socio, quale successore della società, e quella dell'ex liquidatore. Solo il socio può legittimamente eccepire la violazione delle garanzie procedimentali, come il mancato rispetto del termine dilatorio di 60 giorni dopo una verifica fiscale. L'ex liquidatore, la cui responsabilità è di natura civilistica e non tributaria, non ha la stessa legittimazione per contestare vizi del procedimento amministrativo che ha coinvolto la società estinta.
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Notifica ai soci: la Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22729/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di riscossione tributaria per le società di persone estinte. La tempestiva notifica di una cartella di pagamento a uno solo dei soci interrompe il termine di decadenza per l'azione di riscossione nei confronti di tutti gli altri soci. Questi ultimi potranno essere raggiunti dalla pretesa fiscale, che sarà soggetta unicamente al più lungo termine di prescrizione e non a quello di decadenza. La sentenza chiarisce che, a seguito della cancellazione della società, si verifica un fenomeno successorio in cui i soci subentrano nei debiti sociali.
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Accertamento nullo se l’invito è per società estinta
La Corte di Cassazione ha dichiarato nullo un avviso di accertamento fiscale basato su studi di settore. La motivazione risiede nel fatto che l'invito al contraddittorio preventivo, obbligatorio in questi casi, era stato inviato a una società già estinta e cancellata dal registro delle imprese. Secondo la Corte, questa omissione costituisce un vizio insanabile che rende l'accertamento nullo, e tale nullità si estende anche agli atti emessi nei confronti dei soci.
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Legittimazione del liquidatore: stop all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il liquidatore di una società cancellata dal registro delle imprese non ha la legittimazione ad agire per impugnare un avviso di accertamento fiscale notificato dopo l'estinzione della società. A seguito della cancellazione, si verifica un fenomeno successorio per cui le obbligazioni si trasferiscono ai soci, i quali sono gli unici soggetti legittimati a contestare la pretesa tributaria. Di conseguenza, il ricorso originario proposto dal liquidatore è stato dichiarato inammissibile.
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Legittimazione liquidatore: nullo il ricorso post-estinzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso originario presentato dal liquidatore di una società avverso un avviso di accertamento IVA notificato dopo la cancellazione della società stessa dal registro delle imprese. La sentenza chiarisce che, a seguito dell'estinzione della società, si perde la legittimazione del liquidatore a rappresentarla in giudizio. Tale potere passa in capo ai soci, quali successori dei rapporti giuridici della società estinta, i quali sono gli unici soggetti legittimati a impugnare l'atto impositivo.
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