L'Imputato è stato condannato a otto anni di reclusione per l'omicidio aggravato di un uomo, commesso nel settembre 1979. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che il reato fosse estinto per prescrizione, poiché il riconoscimento delle circostanze attenuanti aveva comportato la sostituzione dell'ergastolo con una pena detentiva temporanea. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando il principio dell'imprescrittibilità dell'omicidio aggravato. I giudici hanno chiarito che i reati punibili in astratto con l'ergastolo, commessi prima della riforma del 2005, non si prescrivono mai. Questo vale anche se, nel caso concreto, il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti porta all'applicazione di una pena temporanea anziché del carcere a vita.
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