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Art. 64 DPR 380/01

5 provvedimenti

Reato di omesso collaudo statico: la Cassazione conferma le sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per alcuni proprietari di un immobile in relazione al reato di omesso collaudo statico previsto dal Testo Unico Edilizia. I ricorrenti sostenevano che il collaudo fosse stato regolarmente eseguito e che la porzione di edificio fosse legittima poiché coperta da concessione edilizia. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno rilevato che le doglianze dei privati miravano a una nuova valutazione dei fatti, operazione non consentita in sede di legittimità. Inoltre, i ricorsi sono risultati carenti sotto il profilo dell'autosufficienza, non fornendo prove adeguate a supporto delle tesi difensive. Oltre alla conferma della condanna, i soggetti coinvolti dovranno versare tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende per aver proposto un ricorso manifestamente infondato.
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Reato permanente edilizio: quando si consuma?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un costruttore, confermando che il reato permanente edilizio si protrae fino al completamento dell'opera. La Corte chiarisce che la prescrizione non decorre dall'inizio dei lavori, ma dalla cessazione della condotta illecita, respingendo anche la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto.
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Abusi edilizi zona sismica: no scusanti per opere minori
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2061/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per abusi edilizi in zona sismica. La Corte ha ribadito che qualsiasi costruzione in area sismica, ad eccezione della manutenzione ordinaria, richiede autorizzazione preventiva, indipendentemente dalla sua dimensione o presunta pericolosità. È stata inoltre negata l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della pluralità di violazioni contestate.
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Difformità edilizia: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria contro un sequestro preventivo per difformità edilizia. La decisione si fonda sulla constatazione che l'intervento non era una ristrutturazione, ma una demolizione totale e ricostruzione, radicalmente diversa dal permesso concesso. Il ricorso per cassazione contro misure cautelari è limitato alla sola violazione di legge e non può contestare la logicità della motivazione del giudice del riesame.
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Speciale tenuità del fatto: i limiti nei reati edilizi
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per speciale tenuità del fatto relativa a una serie di reati edilizi e paesaggistici. Il ricorso del Procuratore è stato accolto perché il giudice di primo grado non aveva adeguatamente motivato la sua decisione, omettendo una valutazione complessiva della condotta alla luce dei criteri previsti dall'art. 131 bis c.p. La Suprema Corte ha rinviato il caso per un nuovo giudizio, sottolineando la necessità di una motivazione rigorosa quando si applica la causa di non punibilità.
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