LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 64-bis Codice della Crisi d'Impresa

6 provvedimenti

Società cancellata: no al Piano di ristrutturazione
Il Pubblico Ministero ha chiesto la liquidazione giudiziale di una società cancellata dal registro delle imprese per presunte condotte distrattive. La società ha eccepito l'irregolarità del ricorso depositato in formato cartaceo e ha proposto un Piano di ristrutturazione soggetto a omologazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando l'apertura della liquidazione giudiziale. La Corte ha chiarito che il deposito cartaceo urgente del Pubblico Ministero è valido se l'atto ha raggiunto il suo scopo senza ledere la difesa. Inoltre, ha sancito che una società già cancellata ed estinta non può accedere al Piano di ristrutturazione, in quanto tale strumento presuppone la continuità o la gestione attiva di un'impresa esistente, equiparando l'omissione legislativa a una mera svista sistematica.
Continua »
Omologazione trasversale nel concordato preventivo
Il Tribunale di Brescia ha concesso l'omologazione trasversale per una società in crisi, nonostante il dissenso di alcune classi di creditori. La decisione si fonda sul rispetto dei requisiti previsti dal Codice della Crisi, garantendo ai creditori un soddisfacimento superiore rispetto alla liquidazione giudiziale.
Continua »
Liquidazione giudiziale: quando scatta l’apertura
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società insolvente che non ha presentato il piano di concordato nei termini stabiliti. La decisione è scaturita dall'accertamento di debiti tributari e previdenziali superiori alle soglie di legge e dall'ammissione della stessa debitrice circa l'impossibilità di risanamento.
Continua »
Vince l’asta, fa ricorso e la rivince: nullo per difetto di interesse
Un'azienda si aggiudica un compendio aziendale in una procedura competitiva. Successivamente, un'altra società presenta un'offerta molto più alta. Il Tribunale sospende la vendita e indice una nuova gara. L'aggiudicataria originale impugna questa decisione. Tuttavia, nelle more del giudizio, partecipa alla nuova gara e si aggiudica nuovamente l'azienda a un prezzo superiore. La Corte di Cassazione, a questo punto, dichiara il ricorso inammissibile per 'sopravvenuto difetto di interesse'. L'azienda, avendo ottenuto il bene che voleva, non ha più un interesse concreto a contestare la decisione che ha portato alla seconda asta.
Continua »
Competenza territoriale crisi impresa: sede legale
Una società sportiva trasferisce la propria sede legale da una città all'altra poche settimane prima di depositare un ricorso per concordato preventivo. Il tribunale della nuova sede, dopo aver inizialmente affermato la propria giurisdizione, dichiara la propria incompetenza a favore del tribunale della sede precedente, applicando la regola che considera il centro degli interessi principali nell'anno antecedente la domanda. La questione, di rilevante importanza nomofilattica sotto il nuovo Codice della Crisi, viene rimessa dalla Corte di Cassazione a una pubblica udienza per una decisione approfondita, data l'assenza di precedenti specifici.
Continua »
Competenza territoriale crisi d’impresa: sede legale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia di competenza territoriale crisi d'impresa, il trasferimento della sede legale di una società nell'anno antecedente il deposito della domanda di accesso a una procedura concorsuale non è rilevante. La giurisdizione rimane radicata presso il tribunale della sede precedente, in applicazione della norma anti-abuso (c.d. forum shopping) prevista dal Codice della Crisi. La Corte ha inoltre chiarito che il tribunale può dichiarare la propria incompetenza anche dopo aver emesso provvedimenti iniziali, non appena riceve la documentazione completa per decidere sull'ammissione alla procedura.
Continua »