L'Imputata era stata condannata per frode informatica e danneggiamento di dati commessi nel 2008. La Corte di Cassazione ha accertato che la prescrizione del reato era già maturata prima della sentenza d'appello del 2022, calcolando il termine massimo di sette anni e sei mesi più i giorni di sospensione. Di conseguenza, i giudici hanno annullato la condanna penale senza rinvio. Tuttavia, la Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento dei danni in favore della Società danneggiata, poiché i fatti accertati integrano comunque un illecito civile. Infine, la Corte ha negato la liquidazione delle spese legali alla parte civile, poiché il suo difensore si era limitato a presentare conclusioni scritte senza offrire un reale contributo alla discussione in udienza.
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