LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 63 del d.lgs. n. 165 del 2001

12 provvedimenti

Rimessione al primo giudice: l’obbligo in appello
Una Azienda Sanitaria contesta una decisione d'appello favorevole ai suoi dirigenti medici in una causa sulla retribuzione. La Corte di Cassazione, pur confermando la giurisdizione del giudice ordinario, cassa la sentenza per un errore procedurale. La Corte d'Appello, dopo aver affermato la propria giurisdizione negata in primo grado, avrebbe dovuto disporre la rimessione al primo giudice invece di decidere la causa nel merito, per garantire il doppio grado di giudizio.
Continua »
Rimessione al primo giudice e giurisdizione: la regola
La Corte di Cassazione ha chiarito un importante principio processuale: se la Corte d'Appello riforma una sentenza di primo grado che aveva erroneamente negato la giurisdizione del giudice ordinario, non può decidere la causa nel merito. Deve, invece, disporre la rimessione al primo giudice. La vicenda nasce dalla richiesta di differenze retributive di un dirigente medico contro un'Azienda Sanitaria Locale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Azienda, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa al Tribunale per la decisione sul merito, riaffermando così il diritto delle parti al doppio grado di giudizio.
Continua »
Rinvio al primo giudice: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene su una controversia tra un'Azienda Sanitaria e i suoi dirigenti medici riguardo a decurtazioni sulla retribuzione. La Corte ha stabilito che, qualora la Corte d'Appello riformi una sentenza di primo grado che aveva erroneamente negato la giurisdizione, non deve decidere nel merito ma deve disporre il rinvio al primo giudice. La sentenza di appello è stata quindi cassata, e il caso è stato rimandato al Tribunale per una nuova valutazione.
Continua »
Progressione di carriera: no al risarcimento automatico
Un dipendente comunale, dopo aver ottenuto il riconoscimento di un inquadramento superiore retroattivo, ha chiesto un'ulteriore progressione di carriera e il risarcimento per perdita di chance. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione d'Appello. È stato stabilito che il superamento di selezioni per categorie inferiori non prova automaticamente l'idoneità per quelle superiori e che spetta al lavoratore dimostrare la concreta probabilità di successo.
Continua »
Incarichi non autorizzati: chi recupera i compensi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15517/2025, ha stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative al recupero di compensi percepiti da un dipendente pubblico per incarichi non autorizzati spetta al Giudice Ordinario. Quando la Pubblica Amministrazione agisce direttamente per il recupero, come nel caso di un'ingiunzione di pagamento, la questione rientra nell'ambito del rapporto di lavoro privatizzato. La giurisdizione della Corte dei Conti sorge solo in caso di inerzia dell'amministrazione e su iniziativa del Procuratore contabile.
Continua »
Contratto integrativo: quando è inammissibile il ricorso
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero dell'Istruzione sulla mobilità scolastica, basato sull'interpretazione di un contratto integrativo. Il ricorso è stato respinto per non aver depositato il testo integrale del contratto, violando il principio di specificità. La decisione conferma che l'interpretazione dei contratti integrativi spetta al giudice di merito.
Continua »
Contratto integrativo: l’onere della produzione in giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero dell'Istruzione contro una docente riguardo le procedure di mobilità. Il caso verteva sull'interpretazione di un contratto integrativo per l'assegnazione delle sedi. La Corte ha stabilito che, a differenza dei contratti nazionali, il testo integrale del contratto integrativo deve essere obbligatoriamente depositato agli atti dalla parte che lo invoca. La mancata produzione del documento ha impedito alla Corte di valutare il merito del ricorso, confermando la decisione favorevole alla docente.
Continua »
Compenso attività ambulatoriale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'Azienda Sanitaria Locale, confermando il diritto di un medico di continuità assistenziale a ricevere un compenso aggiuntivo per l'attività ambulatoriale svolta. La decisione si basa sulla constatazione che le sedi di servizio funzionavano di fatto come ambulatori di medicina generale, un'attività che, secondo gli accordi regionali, prevede una remunerazione specifica e distinta dal compenso orario base.
Continua »
Giurisdizione pubblico impiego: giudice competente?
La Corte di Cassazione conferma la giurisdizione del giudice ordinario nelle controversie successive alla conclusione di un concorso pubblico. Un provvedimento di decadenza per mancata assunzione in servizio non è espressione di potere autoritativo, ma un atto di natura negoziale che rientra nella competenza del giudice del lavoro. La Cassazione chiarisce la regola sulla giurisdizione nel pubblico impiego contrattualizzato.
Continua »
Scorrimento graduatorie: nessun diritto all’assunzione
Una candidata idonea in una graduatoria pubblica ha citato in giudizio l'Amministrazione per non essere stata assunta, dato che i posti erano stati coperti con mobilità e incarichi ad interim. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che lo scorrimento delle graduatorie è una scelta discrezionale della P.A. e non un diritto soggettivo del candidato. La legge, inoltre, privilegia la mobilità rispetto allo scorrimento, e l'eventuale illegittimità di altre nomine non genera un automatico diritto all'assunzione.
Continua »
Contrattazione integrativa: i limiti del ricorso
Una docente impugna il diniego di trasferimento basato sulla presunta errata applicazione della contrattazione integrativa. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che non può interpretare direttamente la contrattazione integrativa, a meno che non si lamenti un contrasto con norme di legge imperative o con la contrattazione nazionale.
Continua »
Contratto collettivo integrativo: Cassazione inammissibile
L'appello di una docente riguardante la mobilità per l'anno scolastico 2016/2017 è stato dichiarato inammissibile. La Corte di Cassazione ha stabilito che non può reinterpretare direttamente un contratto collettivo integrativo. Un ricorso di questo tipo è valido solo se denuncia la violazione di specifiche norme sull'interpretazione dei contratti o un conflitto con leggi di rango superiore, cosa che non è avvenuta nel caso di specie. La decisione dei giudici di merito è stata quindi confermata.
Continua »