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Art. 627 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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306 provvedimenti

Altri anni per Art. 627 Codice di Procedura Penale

Permesso premio: la Cassazione e i reati ostativi
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di un permesso premio a un detenuto condannato all'ergastolo per omicidio e reati di mafia con ruolo apicale. La decisione si basa sulla mancata dimostrazione, da parte del condannato, di aver reciso i legami con l'organizzazione criminale di appartenenza, ancora attiva. Secondo la Corte, il Tribunale di Sorveglianza ha correttamente valutato le informazioni negative fornite dalle autorità antimafia e la mancanza di iniziative risarcitorie verso le vittime, ritenendo insufficiente il mero decorso del tempo e la buona condotta carceraria per superare la presunzione di pericolosità.
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Incompatibilità del giudice: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza della Corte d'Appello che negava l'incompatibilità del giudice. Il caso verteva su un giudice dell'udienza preliminare che aveva rinnovato una misura cautelare. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione della corte territoriale carente, poiché non chiariva in quale veste (Giudice per le indagini preliminari o Giudice dell'udienza preliminare) il magistrato avesse agito, un elemento decisivo per stabilire la sussistenza della causa di incompatibilità del giudice.
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Retrodatazione custodia: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene sul tema della retrodatazione custodia cautelare, annullando un'ordinanza che negava la perdita di efficacia di una misura. La sentenza chiarisce il concetto di 'desumibilità' degli elementi d'accusa da atti precedenti: se le prove erano già sufficientemente chiare nel primo fascicolo, i termini della seconda misura cautelare devono essere retrodatati. La Corte ha dichiarato l'inefficacia della misura per alcuni capi d'imputazione e ha disposto un nuovo esame per un altro, a causa di una motivazione carente e contraddittoria del tribunale inferiore.
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Diffamazione a mezzo stampa: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione a mezzo stampa a carico di un giornalista e del direttore di un quotidiano. Avevano pubblicato un articolo che collegava falsamente un'impresa a un'indagine antimafia. La Corte ha stabilito che la valutazione della diffamazione deve considerare l'articolo nel suo complesso, inclusi titoli e occhielli, e che la riapertura dell'istruttoria in appello non è un obbligo, ma una scelta discrezionale del giudice.
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Associazione per traffico di stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di associazione per traffico di stupefacenti, confermando in larga parte la sentenza di condanna. La Corte ha chiarito che per configurare il reato associativo è sufficiente un accordo stabile e una struttura minima, anche in presenza di conflitti interni. Tuttavia, ha annullato con rinvio la decisione per due imputati: uno per violazione del divieto di peggiorare la pena in appello (reformatio in peius) e l'altro per mancata motivazione di una pena accessoria, ribadendo l'importanza del rispetto dei principi procedurali.
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Omicidio senza cadavere: prova indiziaria e condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio volontario a carico di un uomo accusato di aver ucciso la suocera, il cui corpo non è mai stato ritrovato. La decisione si fonda su un solido quadro di prove indiziarie, tra cui il movente economico, un alibi palesemente falso smentito dai tabulati telefonici e il comportamento tenuto dall'imputato dopo la scomparsa della vittima. La sentenza stabilisce che, anche in assenza della prova diretta, un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti è sufficiente a fondare un giudizio di colpevolezza per omicidio senza cadavere, al di là di ogni ragionevole dubbio.
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