Una cliente ha tentato di asportare da un supermercato beni alimentari e altri oggetti, tra cui una lampadina estratta dalla confezione forzata. I giudici di merito l'hanno condannata per il reato di tentato furto aggravato. L'imputata ha proposto ricorso per cassazione, sostenendo di aver agito in stato di assoluta indigenza, chiedendo la non punibilità per particolare tenuità del fatto o la derubricazione in furto lieve per bisogno ed escludendo l'aggravante della violenza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'indigenza generica non integra lo stato di necessità poiché esistono i servizi sociali, la presenza di precedenti penali esclude la tenuità, il danneggiamento della confezione integra la violenza sulle cose e la tipologia di beni sottratti non risponde a un bisogno primario e indifferibile.
Continua »