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Art. 621 Codice di Procedura Civile

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23 provvedimenti

Onere della prova: rivendica beni nel fallimento
Un soggetto rivendicava la proprietà di beni mobili presenti in un immobile locato da una società poi fallita. La Corte di Cassazione, pur avendo in precedenza escluso l'applicazione di un regime probatorio rigoroso, ha rigettato il ricorso. Si è chiarito che l'esclusione di una presunzione legale non esonera il rivendicante dall'onere della prova circa la proprietà dei beni. La valutazione delle prove offerte, inclusa quella per presunzioni, rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logicamente coerente.
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Giudizio di rinvio: i poteri del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21090/2025, ha chiarito i limiti dei poteri del giudice nel giudizio di rinvio. Nel caso esaminato, gli eredi di un amministratore rivendicavano la proprietà di una collezione d'arte sita nei locali di una società in amministrazione straordinaria. La Corte ha stabilito che, sebbene una precedente pronuncia di legittimità avesse ammesso in astratto la possibilità della prova testimoniale, il giudice del rinvio conserva piena autonomia nel valutare l'ammissibilità concreta dei singoli capitoli di prova, potendo rigettarli se ritenuti generici, irrilevanti o valutativi. L'impugnazione è stata quindi respinta.
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Rivendica fallimentare e valore del bene: la decisione
In un caso di rivendica fallimentare, una società creditrice ha chiesto la restituzione di una gru. Poiché il bene era già stato venduto dalla curatela, il Tribunale aveva riconosciuto un credito basato sul prezzo di acquisto originale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società fallita su questo punto, stabilendo che il valore del credito deve essere calcolato sulla base del valore di mercato del bene al momento dell'apertura del fallimento, non sul prezzo storico. La Corte ha quindi rinviato il caso al Tribunale per una nuova e corretta determinazione del valore.
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