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Art. 62/sexies D.L. n. 331/93

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Accertamento fiscale: Quando gli studi di settore non bastano a giustificare i bassi profitti
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un'Azienda contro un accertamento fiscale basato su studi di settore e sull'antieconomicità della gestione. L'Azienda contestava l'uso esclusivo degli studi di settore e la presunta violazione dell'onere della prova. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'accertamento non si fondava solo sugli studi di settore, ma anche su dati economici che dimostravano l'antieconomicità della gestione. Gli studi di settore servivano solo come conferma. L'Azienda non ha fornito giustificazioni credibili per i suoi scarsi profitti, confermando la legittimità dell'accertamento fiscale basato su studi di settore e altri indicatori.
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Accertamento da studi di settore: il bar perde senza ispezione
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di una società che gestisce un bar, contestando maggiori ricavi ai fini Ires, Irap e Iva. L'ufficio ha rilevato un'incongruenza tra la percentuale di ricarico applicata (46,71%) e quella prevista dagli studi di settore (dal 98% al 232%). La società ha contestato l'atto, lamentando la mancata verifica in loco e la mancata considerazione dell'attività di gestione di apparecchi da gioco. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando la legittimità dell'accertamento da studi di settore. I giudici hanno chiarito che la ricostruzione dei ricavi basata sui consumi delle materie prime, forniti dalla stessa contribuente in sede di confronto, rende superfluo il sopralluogo fisico. La società perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
Una società, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento, ha aderito alla definizione agevolata mentre il caso era pendente in Cassazione su ricorso dell'Agenzia delle Entrate. La Corte Suprema, constatando il perfezionamento della procedura di definizione agevolata, ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che ogni parte debba sostenere le proprie spese legali.
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Accertamento Induttivo: Quando è Legittimo?
Un contribuente impugna un accertamento induttivo basato su una bassa redditività. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che l'amministrazione finanziaria può utilizzare questo metodo anche con una contabilità formalmente corretta, qualora questa risulti complessivamente inattendibile a causa di gravi incongruenze. Il ricorso è stato respinto perché reiterava le argomentazioni dei gradi precedenti senza criticare specificamente la sentenza d'appello.
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Accertamento induttivo: quando non serve il contraddittorio
Una società ha contestato un avviso di accertamento per mancato contraddittorio preventivo. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per un accertamento induttivo basato sull'inattendibilità delle scritture contabili, il contraddittorio non è obbligatorio, anche se il Fisco usa gli studi di settore per quantificare il maggior reddito.
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