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Art. 609-quinquies Codice Penale

15 provvedimenti

Corruzione di minorenni: condanna ferma anche senza file audio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per il reato di corruzione di minorenni ai danni della figlia adottiva. L'imputato compiva atti autoerotici e guardava video pornografici nelle stanze comuni di casa, rivolgendo esplicite proposte sessuali alla minore. La difesa sosteneva la non credibilità della ragazza e lamentava la perdita della registrazione audio delle avances. I giudici hanno stabilito che la deposizione della persona offesa è pienamente attendibile e confermata da testimoni terzi che avevano ascoltato la registrazione. La Suprema Corte ha ribadito che il dolo specifico si evince sia dalla scelta degli spazi condivisi sia dalle avances verbali. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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Opposizione alla richiesta di archiviazione: stop al ricorso
La madre di due minori ha sporto denuncia per presunti reati ai loro danni. La Procura ha richiesto l'archiviazione senza valutare tempestivamente le dichiarazioni rese dai minori durante l'incidente probatorio. Il Giudice delle Indagini Preliminari ha comunque disposto la chiusura del fascicolo, evidenziando nella motivazione la debolezza delle dichiarazioni acquisite. La donna ha impugnato il provvedimento direttamente davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l'abnormità dell'atto. I giudici supremi hanno dichiarato inammissibile il ricorso. La Corte ha chiarito che la tutela della vittima richiede l'opposizione alla richiesta di archiviazione davanti al giudice di merito. La presunta omissione della Procura è stata sanata dall'analisi approfondita del giudice, escludendo qualunque paralisi processuale. La ricorrente deve pagare le spese legali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Corruzione di minorenne in auto: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due anni di reclusione per il reato di corruzione di minorenne a carico di un uomo che, a bordo della propria auto, aveva compiuto atti di autoerotismo davanti a una ragazzina di età inferiore a quattordici anni. La difesa contestava la ricostruzione dei fatti basandosi sui filmati di sorveglianza e chiedeva l'attenuante del risarcimento del danno. I giudici hanno ritenuto pienamente attendibili le dichiarazioni della vittima, confermate dai movimenti anomali del veicolo registrati dalle telecamere. Inoltre, la Corte ha rigettato la richiesta di attenuante perché la somma offerta era incongrua e non era stata formalmente depositata a disposizione della persona offesa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e alla Cassa delle ammende.
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Corruzione di minorenni online: Videochat equivale a presenza
La Corte di Cassazione affronta un caso di corruzione di minorenni online. Un'adulta si esibiva in atti di autoerotismo durante una videochiamata su un social network, costringendo un dodicenne ad assistere. La difesa sosteneva che il reato richiedesse la presenza fisica, assente nella comunicazione telematica. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un principio fondamentale: la 'presenza' non è solo fisica. Anche la condivisione in tempo reale tramite mezzi telematici integra il reato, poiché il minore assiste agli atti sessuali come se fosse presente, subendo lo stesso danno psicologico. L'appello dell'imputata è stato quindi rigettato, confermando la misura cautelare a suo carico.
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Corruzione di minorenne: testimonianza della figlia vince su perizia
Una donna è stata condannata per il reato di corruzione di minorenne per aver compiuto atti sessuali con il padre di una bambina in presenza di quest'ultima. La difesa ha tentato di invalidare la testimonianza della minore, citando una consulenza psicologica svolta in un diverso procedimento civile che evidenziava presunte suggestionabilità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la condanna. Ha stabilito che la valutazione dell'attendibilità di un testimone spetta ai giudici di merito e non può essere messa in discussione in sede di legittimità. La testimonianza della minore, raccolta con le dovute garanzie, è stata ritenuta solida e sufficiente per la condanna.
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Pericolosità sociale: quando si applica la misura?
Un soggetto condannato per reati sessuali su minori contesta l'applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata dopo aver scontato la pena. La Cassazione respinge il ricorso, chiarendo i criteri per la valutazione della pericolosità sociale attuale. La Corte sottolinea che, per reati di tale gravità, la verifica deve essere rigorosa e non può basarsi su elementi generici come il buon comportamento in carcere, in quanto inidoneo a dimostrare il superamento del rischio specifico in un contesto di libertà.
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Detenzione materiale pedopornografico: annullamento
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una sentenza di condanna per reati sessuali e detenzione materiale pedopornografico. L'annullamento con rinvio riguarda il reato di detenzione di materiale relativo a minori non identificati, a causa di un difetto di motivazione da parte della Corte d'Appello nel determinare la loro minore età. Di conseguenza, è stato disposto un nuovo esame anche per la quantificazione dei danni civili. La Corte ha invece ritenuto inammissibili o infondati gli altri motivi di ricorso, inclusi quelli sulla qualificazione del reato come tentativo di violenza sessuale e sulla costituzione di parte civile dei genitori.
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Violenza sessuale tentata: l’autoerotismo è reato?
Un uomo compie atti di autoerotismo davanti a una minore. La Cassazione chiarisce che non è violenza sessuale consumata per assenza di contatto, ma configura violenza sessuale tentata. Il reato è dichiarato prescritto, ma vengono confermati gli effetti civili e il risarcimento del danno alla vittima.
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Corruzione di minorenni: la distanza non esclude reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per corruzione di minorenni. Anche a notevole distanza e con l'uso di uno zoom fotografico da parte della vittima, il reato sussiste se è provata l'intenzione dell'imputato di farsi osservare in atti di autoerotismo, come in questo caso dimostrato da vari elementi probatori.
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Competenza per materia: no retroattività della legge
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per violenza sessuale. La difesa sosteneva che una nuova legge, inasprendo la pena, avrebbe dovuto spostare la competenza per materia alla Corte d'Assise. La Suprema Corte ha stabilito che la modifica normativa ha natura sostanziale e non processuale, pertanto non può essere applicata retroattivamente. Di conseguenza, la competenza del Tribunale originario è stata confermata. Rigettate anche le eccezioni sull'inutilizzabilità di una testimonianza protetta e sulla motivazione della pena.
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Istigazione a delinquere online: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per istigazione a delinquere (art. 414-bis c.p.) nei confronti di un utente che aveva pubblicato un post su un social network con una frase che incitava alla violenza sessuale su minori. La Corte ha stabilito che, per configurare il reato, è sufficiente la concreta idoneità del messaggio a provocare i delitti, valutata ex ante, considerando il significato oggettivo del testo e la sua potenziale ampia diffusione online, a prescindere dal numero esatto di visualizzazioni.
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Custodia cautelare ultrasettantenne: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La sentenza analizza i presupposti per la custodia cautelare ultrasettantenne, confermando che la gravità dei reati e la personalità dell'indagato possono costituire le "ragioni eccezionali" richieste dalla legge. La Corte ha inoltre chiarito la proroga dei termini processuali che scadono in giorni festivi e ha escluso la violazione del principio del "ne bis in idem" quando un precedente provvedimento è annullato per vizi formali e non di merito.
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Credibilità vittima: la rinnovazione della prova
La Corte di Cassazione conferma la condanna per abusi su minore, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. La sentenza stabilisce che la rinnovazione della prova in appello è obbligatoria solo per le testimonianze decisive per l'assoluzione in primo grado. La valutazione della credibilità della vittima, se supportata da un quadro probatorio complessivo e coerente, come messaggi auto-incriminanti, spetta ai giudici di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, anche in presenza di piccole incongruenze su dettagli secondari.
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Legittimo impedimento straniero: quando è valido?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per gravi reati, tra cui maltrattamenti e violenza sessuale su minore. La Corte ha stabilito che l'espulsione dal territorio nazionale non costituisce di per sé un legittimo impedimento straniero a partecipare al processo, se la difesa non si attiva per ottenere l'autorizzazione al rientro, superando l'eventuale inerzia della Pubblica Amministrazione.
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Sospensione condizionale: la partecipazione non basta
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca della sospensione condizionale della pena a un uomo condannato per atti persecutori. Nonostante la frequenza formale a un corso di recupero, il suo atteggiamento oppositivo e non partecipativo è stato ritenuto un inadempimento dell'obbligo. La Corte ha chiarito che, ai fini del beneficio, è necessaria una partecipazione effettiva e proficua, non la mera presenza fisica, anche secondo la normativa previgente alle modifiche del 2023.
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