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Art. 609 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

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66 provvedimenti

Altri anni per Art. 609 Codice di Procedura Penale

Spaccio di droga lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia su diversi ricorsi relativi a condanne per spaccio di droga. La sentenza analizza i criteri per definire lo spaccio di droga di lieve entità, sottolineando come la reiterazione delle condotte e l'esistenza di una rete di clienti possano escludere tale qualificazione. Viene inoltre ribadita l'inammissibilità del ricorso in Cassazione su punti oggetto di rinuncia a seguito di 'patteggiamento in appello' e si precisano i contorni del principio del 'ne bis in idem', escludendone l'applicazione quando i fatti dei due processi non sono storicamente identici. Tutti i ricorsi vengono respinti o dichiarati inammissibili.
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Motivi nuovi in Cassazione: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, chiarendo i limiti dei motivi nuovi. La difesa aveva tentato di sollevare tardivamente la questione della prescrizione e di ottenere una nuova valutazione delle prove. La Corte ha ribadito che i motivi nuovi possono solo approfondire temi già trattati nell'atto di appello e che l'analisi delle prove è di competenza esclusiva dei giudici di merito, non potendo la Cassazione riesaminare i fatti.
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Prescrizione reato: la Cassazione chiarisce i tempi
Un conducente di scuolabus, inizialmente assolto dall'accusa di guida in stato di ebbrezza, si è visto riformare la sentenza in appello con una declaratoria di prescrizione del reato basata su un errore di data. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha corretto il calcolo, ma ha comunque annullato la sentenza perché la prescrizione del reato è maturata nelle more del giudizio di legittimità, confermando la priorità della causa di estinzione del reato.
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Ricorso inammissibile per motivi nuovi in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in materia di stupefacenti, stabilendo un principio procedurale cruciale: non è possibile presentare per la prima volta in Cassazione motivi di ricorso non sollevati in appello. Nel caso specifico, un individuo condannato per detenzione e spaccio di droga ha tentato di far valere la tesi del reato unico anziché della continuazione solo davanti alla Suprema Corte. La Corte ha respinto il ricorso per tardività, ribadendo che la valutazione dei fatti non può essere demandata al giudice di legittimità e che le questioni non dedotte in precedenza sono precluse.
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Furto in abitazione: quando non si applica al lavoratore
Una collaboratrice domestica, con accesso legittimo all'abitazione per lavoro, sottrae beni alla proprietaria. La Cassazione chiarisce che non si tratta di furto in abitazione (art. 624-bis c.p.), ma di furto semplice aggravato dall'abuso del rapporto d'opera (art. 61 n. 11 c.p.). La Corte sottolinea che per il furto in abitazione l'ingresso deve essere finalizzato al furto stesso, non un'occasione derivante da un accesso autorizzato.
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Difetto di querela: annullata condanna per furto
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per tentato furto aggravato a causa di un sopravvenuto difetto di querela. A seguito della Riforma Cartabia (d.lgs. n. 150/2022), il reato è diventato procedibile solo su querela della persona offesa. Nel caso di specie, la querela presentata da un vicino non è stata ritenuta valida in quanto non proveniente da un soggetto legittimato (proprietario o detentore qualificato del bene). La mancanza di una valida istanza di punizione ha quindi reso l'azione penale improcedibile.
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