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Art. 606 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Civile

7 provvedimenti

Altri anni per Art. 606 Codice di Procedura Penale

Ritardo consegna lavori: niente risarcimento senza recesso
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un ente comunale per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dal ritardo nella consegna di un cantiere per il restauro di un immobile storico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando la richiesta. La sentenza stabilisce che, nel contesto degli appalti pubblici, la disciplina speciale prevale su quella generale del codice civile. Pertanto, in caso di ritardo consegna lavori, l'appaltatore deve prima esercitare la facoltà di recesso dal contratto. Solo in caso di mancato accoglimento di tale istanza può richiedere un compenso per i maggiori oneri. Non avendo seguito questa procedura, l'impresa ha perso il diritto al risarcimento.
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Socio accomandante: quali limiti all’azione legale?
Una socia accomandante ha impugnato la cessione di un ramo d'azienda, ritenendola dannosa. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che il socio accomandante non ha la legittimazione ad agire direttamente contro i terzi per l'annullamento di contratti societari. La sua tutela si esplica attraverso rimedi 'interni' alla società, come l'azione di responsabilità verso l'amministratore. L'appello è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Ricorso inammissibile: notifica e onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un cittadino straniero contro un provvedimento di trattenimento. La decisione si fonda sull'errata contestazione delle modalità di notifica del diniego di protezione internazionale e sulla mancata dimostrazione, da parte del ricorrente, di aver adempiuto al proprio onere della prova. La Corte sottolinea l'importanza di contestare la corretta 'ratio decidendi' della decisione impugnata.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e astratti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro l'ordinanza di convalida del suo trattenimento presso un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR). La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano inammissibili in quanto formulati in modo generico e astratto, senza un confronto specifico con le ragioni della decisione impugnata e senza dimostrare un pregiudizio concreto. La decisione sottolinea il rigoroso onere di specificità richiesto per i ricorsi per cassazione.
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Difensore di fiducia: omessa notifica e nullità
La Corte di Cassazione ha annullato il decreto di convalida del trattenimento di un cittadino rumeno in un CPR. La decisione si fonda sulla violazione del diritto di difesa, in quanto l'avviso di udienza non era stato notificato al difensore di fiducia nominato dall'interessato, ma a un omonimo. La Corte ha ribadito che tale vizio procedurale non può essere sanato dalla presenza di un avvocato d'ufficio, portando alla nullità dell'intero procedimento.
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Ricorso inammissibile straniero: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la convalida del suo trattenimento in un centro di permanenza. Il ricorso è stato respinto per difetto di specificità, poiché le censure sul diritto di difesa erano astratte e non contestavano la *ratio decidendi* del giudice di pace, basata sulla volontà dello stesso straniero di essere rimpatriato. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile straniero e ha confermato la legittimità del trattenimento.
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Inefficacia sopravvenuta del trattenimento in CPR
Un cittadino straniero, dopo la scarcerazione, viene trattenuto in un CPR in attesa di espulsione. Successivamente, l'ordine di espulsione viene sospeso. La Cassazione dichiara l'inefficacia sopravvenuta del provvedimento di convalida del trattenimento, poiché questo perde il suo fondamento giuridico con la sospensione dell'atto principale, ovvero l'espulsione.
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