La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno e sei mesi di reclusione inflitta a un imputato per i reati ambientali di abbruciamento e gestione illecita di rifiuti. Il ricorrente aveva presentato impugnazione contestando la violazione di legge e il vizio di motivazione in merito alla propria responsabilità e al calcolo della pena. Tuttavia, i giudici supremi hanno rilevato che i motivi proposti risultavano totalmente generici, astratti e privi di riferimenti a elementi concreti del processo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando l'imputato al versamento delle spese processuali e al pagamento di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende per aver attivato inutilmente la giustizia di legittimità.
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