La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di prevenzione di un patrimonio da circa dieci milioni di euro, composto da immobili di lusso, opere d'arte e conti in Svizzera. I beni erano formalmente intestati ai familiari di un uomo ritenuto socialmente pericoloso a causa di numerose condanne per reati fiscali e truffe. La difesa sosteneva che i familiari fossero i reali proprietari e che mancasse la prova della pericolosità. I giudici hanno però rigettato i ricorsi, evidenziando che i parenti non avevano redditi sufficienti a giustificare tali acquisti e che i conti esteri erano gestiti direttamente dall'uomo. La sentenza ribadisce che, in caso di evidente sproporzione patrimoniale, spetta ai terzi dimostrare la provenienza lecita dei beni, non bastando semplici legami di parentela o giustificazioni generiche.
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