Un uomo è stato condannato per aver commesso gravi reati, tra cui il sequestro di persona ai danni di una donna. L'aveva costretta a salire in auto, legata, colpita con spray urticante e trascinata nel tentativo di chiuderla nel bagagliaio. La vittima era riuscita a fuggire. L'imputato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo che le prove, come i tabulati telefonici, fossero state valutate male. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, affermando che non è possibile chiedere una nuova valutazione dei fatti in quella sede. La condanna è quindi diventata definitiva.
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