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Art. 60 del D.P.R. n. 600/73

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Definizione agevolata: rinvio per verifica dati
Un contribuente chiede l'estinzione di un giudizio relativo a una cartella di pagamento, sostenendo di aver aderito alla definizione agevolata. La Corte di Cassazione, riscontrando discrepanze tra i dati della domanda di definizione e quelli del processo, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per acquisire ulteriori informazioni e verificare l'effettivo perfezionamento della procedura.
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Sospensione giudizio tributario per rottamazione
La Corte di Cassazione ha disposto la sospensione di un giudizio tributario relativo a una cartella di pagamento per IRAP e IVA. La decisione è stata presa in seguito all'adesione del contribuente alla "Rottamazione quater". In base alla normativa sulla definizione agevolata, i procedimenti giudiziari pendenti vengono sospesi. La Corte ha quindi rinviato la causa, attendendo l'esito della procedura di rottamazione, e fissando un termine per la sospensione al 30 novembre 2027.
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Notifica atto tributario: ecco quando è sanabile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23518/2024, stabilisce un principio fondamentale in materia di notifica atto tributario. Se un contribuente impugna un atto successivo, come un'intimazione di pagamento, lamentando la mancata notifica dell'atto presupposto (es. cartella esattoriale), tale impugnazione sana il vizio di notifica. La notifica, infatti, non è un elemento costitutivo dell'atto, ma serve a renderlo efficace. Pertanto, il giudice non deve limitarsi a dichiarare la nullità dell'atto successivo, ma deve procedere all'esame del merito della pretesa tributaria, poiché il contribuente ha dimostrato di averne avuto conoscenza.
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Notifica esterovestizione: a chi va l’atto?
In un caso di presunta esterovestizione di una società con sede legale in Polonia, i giudici di merito avevano annullato un avviso di accertamento perché notificato all'amministratore di fatto in Italia anziché al legale rappresentante formale. La Corte di Cassazione, investita della questione, non ha emesso una decisione definitiva. Ha invece emesso un'ordinanza interlocutoria, ritenendo la questione di notifica per esterovestizione di particolare rilevanza e priva di precedenti specifici. Pertanto, ha disposto l'acquisizione dei fascicoli dei gradi precedenti per un esame completo prima di rinviare la causa a una nuova udienza pubblica per la decisione finale.
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Giudicato su preavviso ipotecario: effetti sull’iscrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione ipotecaria è illegittima se un giudicato ha precedentemente annullato sia il preavviso di iscrizione sia gli avvisi di accertamento sottostanti. L'annullamento degli atti prodromici, infatti, fa venir meno il fondamento giuridico dell'intera procedura esecutiva, travolgendo anche gli atti successivi e dipendenti.
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Difetto di legittimazione passiva: a chi opporsi?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per contributi previdenziali, citando in giudizio solo l'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improponibile per difetto di legittimazione passiva dell'Agente della Riscossione, chiarendo che, quando si contesta l'esistenza del credito (ad esempio per prescrizione), l'unica parte legittimata a difendersi è l'ente creditore originario, non chi si occupa solo della riscossione.
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Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento, sostenendo l'invalidità della notifica per vizi formali e l'utilizzo di un agente non autorizzato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che anche una notifica cartella esattoriale viziata è considerata valida se il contribuente dimostra di averne avuto conoscenza presentando un tempestivo ricorso. Questo principio, noto come "sanatoria per raggiungimento dello scopo", sana la nullità procedurale, rendendo irrilevanti le altre eccezioni del contribuente sulla prova della notifica. La Corte ha confermato che solo una notifica completamente inesistente è insanabile.
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Notifica familiare convivente: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità di una notifica fiscale consegnata a una persona qualificatasi come "moglie convivente", anche se l'indirizzo di consegna non corrispondeva alla residenza anagrafica del contribuente. Secondo la Corte, la dichiarazione resa al messo notificatore crea una presunzione di conoscenza (iuris tantum) che prevale sul certificato di residenza. Per contestare la notifica, il contribuente deve fornire una prova rigorosa dell'assenza di un rapporto di convivenza, onere che nel caso di specie non è stato assolto. Di conseguenza, il ricorso del contribuente è stato respinto, confermando la legittimità della cartella di pagamento impugnata.
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