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Art. 60, D.lgs. n. 546 del 1992

5 provvedimenti

Accertamento Fiscale: Contraddittorio Obbligatorio o No per i Tributi?
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che annullava un avviso di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA, a causa del mancato rispetto del contraddittorio endoprocedimentale. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'obbligo di contraddittorio endoprocedimentale non è sempre necessario per gli accertamenti "a tavolino" relativi a tributi non armonizzati (IRPEF, IRAP). Per i tributi armonizzati (IVA), invece, il contraddittorio è richiesto, ma la sua violazione invalida l'atto solo se il contribuente dimostra un concreto pregiudizio. La sentenza è stata cassata con rinvio per riesaminare la questione.
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Giudicato penale e tasse: effetti sul processo
L'Agenzia delle Entrate accerta un maggior reddito a un contribuente per una presunta partecipazione in una società di fatto. Il contribuente, però, ottiene un'assoluzione definitiva in sede penale per gli stessi fatti. La Corte di Cassazione, di fronte alla questione sull'efficacia del giudicato penale nel processo tributario, decide di sospendere la decisione e rinviare la causa, in attesa di un pronunciamento delle Sezioni Unite su un caso analogo per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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Giudicato penale: effetti sulla società di fatto
La Corte di Cassazione esamina un caso in cui un contribuente, accusato dall'Agenzia delle Entrate di essere socio di una società di fatto, presenta sentenze penali definitive di assoluzione per gli stessi fatti. La Corte decide di sospendere il giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo, in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite sull'efficacia del giudicato penale nel processo tributario. La questione centrale è determinare se l'assoluzione penale possa bloccare l'accertamento fiscale.
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Società di fatto: la prova spetta all’Agenzia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate relativo a un accertamento fiscale basato sull'esistenza di una società di fatto. La Corte ha stabilito che l'onere di provare gli elementi essenziali della società (fondo comune, affectio societatis) spetta all'Amministrazione finanziaria, e che ricoprire ruoli manageriali in altre aziende dello stesso gruppo non costituisce una prova sufficiente.
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Società di fatto: l’onere della prova spetta al Fisco
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando che l'onere di provare l'esistenza di una società di fatto spetta interamente all'ente impositore. Nel caso specifico, l'Agenzia non ha fornito prove sufficienti riguardo agli elementi costitutivi della società, come il fondo comune e l'affectio societatis, rendendo illegittimo l'accertamento fiscale a carico del presunto socio per redditi da partecipazione.
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