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Art. 6, l. n. 604 del 1966

6 provvedimenti

Licenziamento orale: Nullo senza forma scritta, Cassazione conferma reintegra
Un Lavoratore è stato distaccato illegalmente presso un'Azienda. Successivamente, l'Azienda ha comunicato un licenziamento privo della forma scritta. I giudici di merito hanno riconosciuto l'illegittimità del distacco e la nullità del licenziamento orale, condannando l'Azienda a reintegrare il Lavoratore. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il licenziamento orale dovesse essere impugnato entro termini specifici e contestando la valutazione delle prove. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il licenziamento privo della forma scritta è nullo e non richiede una specifica impugnazione stragiudiziale per far valere la sua inefficacia, ribadendo la reintegra del Lavoratore.
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Interposizione illecita di manodopera: no alla decadenza
Un lavoratore, formalmente assunto da cooperative ma impiegato come archivista esclusivamente presso un istituto bancario, ha chiesto l'accertamento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato direttamente con la banca per interposizione illecita di manodopera. I giudici di merito hanno rigettato la domanda ritenendola tardiva per decadenza. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del lavoratore, stabilendo che il termine di decadenza non può decorrere in mancanza di un provvedimento scritto o di un atto equipollente che neghi espressamente la titolarità del rapporto di lavoro. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello.
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Contratto di somministrazione nullo: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro la sentenza che aveva accertato un contratto di somministrazione nullo per mancanza della forma scritta. La decisione evidenzia cruciali errori procedurali nella stesura del ricorso, come la commistione di diversi motivi di impugnazione, che hanno impedito alla Corte di esaminare il merito della questione. Di conseguenza, viene confermata la decisione che aveva trasformato il rapporto in un contratto di lavoro subordinato diretto con l'azienda utilizzatrice.
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Impugnativa stragiudiziale: serve la procura scritta?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di lavoratori, confermando che l'impugnativa stragiudiziale di un trasferimento, se firmata dal solo avvocato, è inefficace se non si prova l'esistenza di una procura scritta precedente. Anche se non è necessario allegarla alla comunicazione, il datore di lavoro può contestarne l'esistenza in giudizio e, in tal caso, spetta al lavoratore dimostrare di averla conferita tempestivamente. In assenza di tale prova, il diritto di impugnare decade.
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Cessazione materia del contendere: accordo tra le parti
Un ballerino ha contestato una serie di contratti a termine stipulati con una Fondazione Lirico-Sinfonica, chiedendone la conversione in un rapporto a tempo indeterminato. Dopo le decisioni dei giudici di merito, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo durante il giudizio in Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione materia del contendere, un esito che estingue il processo e priva di efficacia la sentenza impugnata.
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Impugnazione contratto a termine: i termini corretti
Un lavoratore, danzatore presso una Fondazione, ha effettuato una impugnazione contratto a termine per una serie di contratti reiterati. La Cassazione chiarisce che, dopo la richiesta di conciliazione non accettata dal datore di lavoro entro 20 giorni, decorre un nuovo e autonomo termine di 60 giorni per depositare il ricorso in tribunale, annullando la decisione dei giudici di merito che avevano erroneamente dichiarato la decadenza.
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