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Art. 6, comma 2-bis, L. 401/1989

5 provvedimenti

Diritto di difesa nel Daspo: Cassazione annulla obbligo per termini violati
Un Lavoratore ha ricevuto un Daspo, che gli impediva l'accesso agli impianti sportivi e imponeva l'obbligo di presentarsi in Questura. Il GIP ha convalidato questo provvedimento senza attendere le 48 ore previste per consentire al Lavoratore di esercitare il suo Diritto di difesa nel Daspo presentando memorie. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida, dichiarando inefficace l'obbligo di presentazione. La Corte ha stabilito che il mancato rispetto del termine per la difesa viola i principi fondamentali del giusto processo.
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Diritto di difesa violato: DASPO con obbligo di firma annullato
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un cittadino a cui era stato imposto un DASPO (Divieto di Accedere alle Manifestazioni Sportive) con l'obbligo di presentarsi alla polizia. Il Giudice per le indagini preliminari aveva convalidato questo obbligo, ma lo aveva fatto prima che fossero trascorse 48 ore dalla notifica del provvedimento al cittadino. Questa tempistica non ha permesso al cittadino di esercitare pienamente il suo Diritto di difesa, ovvero di presentare le proprie osservazioni. La Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida, dichiarando inefficace solo l'obbligo di presentazione, mentre il divieto di accesso alle manifestazioni sportive è rimasto valido.
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Convalida del DASPO: il ritardo del PM non cancella la misura
Il Questore ha imposto a un tifoso il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per tre anni, con l'obbligo di firma. Il provvedimento è stato notificato il 13 febbraio 2023. Il Pubblico Ministero ha chiesto la convalida oltre le 48 ore dalla notifica, ma il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato la misura entro le complessive 96 ore dalla notifica stessa. Il tifoso ha fatto ricorso sostenendo il mancato rispetto del termine di 48 ore da parte del PM. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la convalida del DASPO è legittima se interviene entro il termine globale di 96 ore dalla notifica, a prescindere dal ritardo del PM nella richiesta, non essendoci stata alcuna lesione del diritto di difesa.
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DASPO: convalida nulla se viola il termine di difesa
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio un provvedimento di convalida del DASPO emesso dal GIP prima della scadenza del termine di 48 ore dalla notifica. Tale termine è considerato dilatorio e serve a garantire il diritto di difesa dell'interessato, permettendogli di presentare memorie. La decisione prematura del giudice configura una nullità di ordine generale, rendendo inefficace l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
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Convalida DASPO: 48 ore per la difesa o è nullo
La Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida DASPO con obbligo di firma perché emessa prima delle 48 ore concesse alla difesa. La Corte ha stabilito che la violazione di questo termine dilatorio causa una nullità insanabile, in quanto il pregiudizio al diritto di difesa è implicito e non richiede una prova specifica di danno.
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