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Art. 6, comma 13 d.l. 119 del 2018

5 provvedimenti

Accertamento induttivo e studi di settore: la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce la legittimità dell'accertamento induttivo in caso di contabilità inattendibile. Con l'ordinanza 14874/2024, si stabilisce che gli studi di settore possono essere utilizzati come presunzione semplice per ricostruire il reddito, senza che ciò renda illegittimo l'atto. La Corte rigetta inoltre il ricorso del socio volto a far valere un vizio di notifica dell'atto societario, confermando la carenza di interesse ad agire.
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Definizione agevolata: cartella e cessione d’azienda
La Cassazione chiarisce che la cartella di pagamento notificata al cessionario di un ramo d'azienda, per debiti del cedente, è un atto impositivo. Pertanto, la controversia è ammissibile alla definizione agevolata. Il ricorso della società contro il diniego dell'Agenzia delle Entrate viene accolto e il giudizio dichiarato estinto.
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Definizione agevolata: quando la cartella è atto impositivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cartella di pagamento, emessa nei confronti di una società cessionaria di un ramo d'azienda per debiti della cedente, ha natura di atto impositivo. Questo perché rappresenta il primo atto con cui la pretesa fiscale viene avanzata nei confronti del nuovo soggetto. Di conseguenza, tale atto è ammissibile alla definizione agevolata delle liti. Accogliendo il ricorso della società contro il diniego dell'Agenzia delle Entrate, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio.
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Cartella di pagamento atto impositivo: la Cassazione
Una società, cessionaria di un ramo d'azienda, ha ricevuto una cartella di pagamento per debiti della cedente. L'Agenzia delle Entrate ha negato la definizione agevolata, sostenendo che la cartella fosse un mero atto di riscossione. La Cassazione ha stabilito che, per il cessionario, la cartella di pagamento è il primo atto che impone il debito, qualificandosi quindi come atto impositivo. Di conseguenza, il diniego è stato annullato e il giudizio dichiarato estinto, confermando l'accesso della società alla definizione agevolata.
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Avviso di liquidazione: quando non serve allegare l’atto
Una società impugna un avviso di liquidazione per imposta di registro su un decreto ingiuntivo, lamentando la mancata allegazione del decreto stesso. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che per la validità dell'atto è sufficiente l'indicazione degli estremi del provvedimento giudiziario, specialmente quando il contribuente ne è già a conoscenza, non ledendo così il suo diritto di difesa.
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