LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

art. 6, comma 1, d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917

5 provvedimenti

Fatture false: onere della prova e detraibilità IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 146/2026, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture false. La Corte ha ribadito che, in caso di operazioni soggettivamente inesistenti, spetta all'Amministrazione finanziaria provare la consapevolezza della frode da parte del cessionario, anche tramite presunzioni. Una volta fornita tale prova, l'onere di dimostrare la propria buona fede e la massima diligenza passa al contribuente. Il ricorso è stato respinto, confermando la pretesa fiscale.
Continua »
Proventi illeciti: tassabili anche se confiscati?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per dichiarazione infedele a un'imprenditrice che non aveva dichiarato i proventi illeciti derivanti da un reato di peculato. La Corte ha stabilito che i proventi illeciti sono soggetti a tassazione e l'obbligo dichiarativo non viene meno neanche se tali somme vengono confiscate in un periodo d'imposta successivo. È stato inoltre escluso che l'obbligo di dichiarare violi il principio del "nemo tenetur se detegere" (diritto a non autoincriminarsi).
Continua »
Deducibilità costi da reato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità dei costi da reato è esclusa qualora venga esercitata l'azione penale, indipendentemente dal momento in cui ciò avvenga rispetto alla dichiarazione dei redditi. L'ordinanza chiarisce che il collegamento funzionale tra il costo e l'attività delittuosa è il criterio determinante per l'indeducibilità, respingendo la tesi che l'azione penale debba essere anteriore alla deduzione fiscale. La sentenza impugnata, che aveva permesso la deduzione, è stata quindi cassata con rinvio.
Continua »
Operazioni inesistenti: onere prova e deducibilità
La Corte di Cassazione interviene sul tema delle operazioni inesistenti, annullando con rinvio una sentenza di merito. Il caso riguarda un'azienda vinicola a cui l'Agenzia delle Entrate contestava l'utilizzo di fatture per acquisti fittizi. La Corte ha censurato la decisione del giudice regionale per aver erroneamente riqualificato le operazioni da 'oggettivamente' a 'soggettivamente' inesistenti e per non aver valutato in modo complessivo e unitario tutti gli indizi probatori forniti dall'amministrazione. La sentenza ribadisce i principi sull'onere della prova e le diverse conseguenze fiscali, in termini di deducibilità dei costi e detraibilità dell'IVA, a seconda della natura dell'inesistenza contestata.
Continua »
Costi operazioni soggettivamente inesistenti: deducibili?
Un'azienda vinicola si è vista negare la deduzione di costi per acquisti da un fornitore fittizio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20753/2025, ha respinto il ricorso dell'azienda, stabilendo che in caso di costi da operazioni soggettivamente inesistenti, non è sufficiente che la merce sia reale. Il contribuente deve anche dimostrare la certezza e l'inerenza dei costi. La grave negligenza nei controlli sul fornitore è stata considerata prova della partecipazione alla frode, rendendo i costi indeducibili.
Continua »