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art. 6 bis, d.lgs. n. 82 del 2005

8 provvedimenti

Diritto di parcheggio: risarcimento senza proprietà?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33122/2023, ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva concesso un risarcimento per il mancato utilizzo di un posto auto, pur avendo negato agli acquirenti sia il diritto di proprietà che quello di uso sull'area. La Suprema Corte ha ravvisato una 'motivazione apparente' e contraddittoria, chiarendo che il risarcimento del danno presuppone l'esistenza di un titolo giuridico violato, e ha affermato principi importanti in materia di diritto di parcheggio e onere della motivazione per i giudici.
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Notifica PEC valida anche da indirizzo non pubblico
Una società contesta una notifica PEC dall'Agente della riscossione perché l'indirizzo del mittente non è in un registro pubblico. La Cassazione stabilisce che la notifica è valida se permette al destinatario di difendersi e non crea incertezza sulla provenienza, cassando la decisione precedente.
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Notifica PEC mittente: la validità anche senza INI-PEC
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento tramite PEC è valida anche se l'indirizzo del mittente, l'Agente della riscossione, non è presente nei pubblici elenchi (INI-PEC). Secondo la Corte, l'obbligo di iscrizione riguarda solo l'indirizzo del destinatario. Se la notifica PEC del mittente raggiunge lo scopo e permette al destinatario di difendersi, l'irregolarità è sanata e l'atto è valido.
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Contratti stagionali: limiti all’abuso e oneri prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26196/2024, ha stabilito principi chiave sui contratti stagionali nel settore agricolo. Un ente pubblico non è un imprenditore agricolo e non può beneficiare delle deroghe previste per tale settore. La nozione di 'stagionalità' va interpretata in modo restrittivo e spetta al datore di lavoro provare che le mansioni del lavoratore erano esclusivamente legate a esigenze temporanee e non a necessità permanenti dell'azienda. La reiterazione di contratti per mansioni non strettamente stagionali è considerata abusiva.
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Lavoro agricolo: limiti ai contratti a termine per enti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24980/2024, ha stabilito che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come imprenditore agricolo. Di conseguenza, non può beneficiare delle deroghe previste per i contratti a termine nel lavoro agricolo, che si applicano solo in caso di attività strettamente stagionali. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dato ragione all'ente, sottolineando che l'onere di provare la natura stagionale delle mansioni ricade sul datore di lavoro.
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Notifica al difensore: valida anche su PEC non eletta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 18534/2024, ha confermato un principio fondamentale del processo telematico: la notifica al difensore di una sentenza è sempre valida se eseguita all'indirizzo PEC risultante dai pubblici registri, anche se la parte aveva eletto un diverso domicilio digitale o la notifica era stata indirizzata a uno solo dei codifensori. La Corte ha rigettato il ricorso di una società, il cui appello era stato dichiarato tardivo, stabilendo la prevalenza del domicilio digitale ufficiale sull'elezione di domicilio fatta negli atti processuali.
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Notifica al primo difensore: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso, stabilendo che la notifica al primo difensore è pienamente valida ai fini della decorrenza del termine breve per l'impugnazione, anche in caso di successiva nomina di altri legali. Tale nomina, in assenza di un'espressa revoca, si considera un'aggiunta e non una sostituzione del mandato originario. La Corte ha inoltre confermato la validità della notifica PEC all'indirizzo risultante dai pubblici elenchi.
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Notifica telematica nulla: quando va rinnovata?
Un contribuente ha impugnato una sentenza tributaria di secondo grado. Tuttavia, la notifica del ricorso in Cassazione all'Agenzia delle Entrate è risultata viziata, poiché l'avvocato ha omesso di specificare da quale pubblico elenco avesse estratto l'indirizzo PEC del destinatario. La Corte di Cassazione, rilevando d'ufficio il vizio, ha dichiarato la notifica telematica nulla. Anziché rigettare il ricorso, ha ordinato al ricorrente di rinnovare la notifica entro 60 giorni, sanando così il vizio procedurale e rinviando la causa a nuovo ruolo.
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