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Art. 598-ter Codice di Procedura Penale

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33 provvedimenti

Termine impugnazione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per stupefacenti, resistenza e lesioni. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine impugnazione di 30 giorni, chiarendo che l'estensione prevista per gli imputati assenti non si applica ai procedimenti d'appello camerali non partecipati.
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Smaltimento illecito relitti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di smaltimento illecito di relitti di imbarcazioni, seguito a una violenta mareggiata. La sentenza conferma le condanne per traffico illecito di rifiuti e altri reati, stabilendo che un relitto diventa rifiuto sulla base della volontà del proprietario di disfarsene e della sua oggettiva inutilizzabilità, senza che sia necessaria la preventiva cancellazione dai registri navali. Viene inoltre confermata la responsabilità amministrativa della società di gestione del porto per colpa di organizzazione, avendo tratto un vantaggio economico (risparmio di spesa) dall'affidare lo smaltimento a un'impresa non autorizzata.
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Ricettazione di assegni: il fatto non è mai lieve
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per ricettazione di assegni in bianco, rigettando il ricorso dell'imputato. La Corte ha stabilito che la ricettazione di assegni, data la loro potenziale utilizzabilità in ulteriori reati, non può essere considerata un fatto di particolare tenuità ai sensi dell'art. 131-bis c.p., anche se gli importi non sono elevatissimi. Inoltre, ha confermato la correttezza della quantificazione della pena.
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Confisca profitto reato: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per traffico illecito di rifiuti. La Corte ha stabilito che un'erronea indicazione di assenza nel verbale d'udienza è una mera irregolarità formale se non si prova un danno concreto al diritto di difesa. Inoltre, ha ribadito che la quantificazione della confisca del profitto del reato, se motivata logicamente dal giudice di merito, non può essere ridiscussa in sede di legittimità sulla base di calcoli alternativi proposti dalla difesa.
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Restituzione in termini: quando il ricorso è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la restituzione in termini per impugnare la sentenza d'appello, di cui non era a conoscenza. La Corte ha stabilito che l'istante ha utilizzato uno strumento processuale errato, confondendo l'istituto della restituzione in termini con la rescissione del giudicato, unico rimedio applicabile in caso di nullità della notifica che porta a una condanna in assenza con sentenza passata in giudicato. Inoltre, la normativa invocata non era applicabile ratione temporis.
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Dolo specifico rapina: gelosia non esclude il reato
Un individuo, condannato per rapina ai danni della partner, ricorre in Cassazione sostenendo di aver agito per gelosia e non per ottenere un profitto, contestando così la sussistenza del dolo specifico rapina. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che qualsiasi soddisfazione personale, anche non economica, ottenuta sottraendo un bene con violenza, integra l'elemento dell'"ingiusto profitto" richiesto dalla norma.
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Rescissione del giudicato: onere della prova dell’imputato
Un'imputata, il cui avvocato è deceduto dopo aver presentato appello, ha richiesto la rescissione del giudicato sostenendo di non essere stata a conoscenza dell'udienza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. Secondo la Corte, la ricorrente non ha fornito la prova rigorosa della sua incolpevole mancata conoscenza del processo, dimostrando piuttosto un 'colpevole disinteresse', e non ha adempiuto all'onere di provare la tempestività della sua richiesta.
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Rinnovazione istruttoria: quando è possibile in appello
La Suprema Corte ha confermato una condanna per spaccio di stupefacenti, respingendo il ricorso dell'imputato. Il punto cruciale della decisione riguarda la legittimità della rinnovazione istruttoria disposta d'ufficio dalla Corte d'Appello in un processo definito con rito abbreviato. La Cassazione ha stabilito che i giudici conservano il potere discrezionale di riaprire l'istruttoria quando lo ritengano assolutamente necessario per la decisione, al fine di accertare fatti decisivi come la disponibilità, da parte dell'imputato, del locale in cui è stata rinvenuta la droga.
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Processo in assenza: annullata condanna per nullità
Un liquidatore, condannato per bancarotta semplice in un processo svoltosi in sua assenza, ha presentato ricorso sostenendo di non aver mai avuto conoscenza del procedimento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che un **processo in assenza** non può basarsi sulla sola dichiarazione di domicilio iniziale se l'imputato risulta poi irreperibile. La mancanza di certezza sulla conoscenza effettiva del processo da parte dell'imputato determina una nullità insanabile. Di conseguenza, le sentenze di primo e secondo grado sono state annullate con rinvio degli atti al Tribunale.
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Rescissione del giudicato: la consegna avvia i termini
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito un principio fondamentale in materia di rescissione del giudicato. Per un soggetto condannato in assenza e arrestato all'estero in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo, il termine di 30 giorni per impugnare la sentenza definitiva non decorre dal momento dell'arresto o della notifica del mandato, ma dal momento della sua effettiva consegna alle autorità italiane. Questa decisione, basata su un'interpretazione conforme al diritto europeo, mira a garantire la piena ed effettiva operatività del diritto di difesa, possibile solo dopo il rientro nel territorio nazionale.
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Dichiarazione di assenza in appello: le regole
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. Il motivo, basato su una presunta illegittima dichiarazione di assenza, è stato ritenuto infondato. La Corte chiarisce che le nuove e più stringenti norme sulla verifica dell'assenza in appello non sono applicabili retroattivamente ai ricorsi presentati dall'imputato stesso prima del 1° luglio 2024, e che la notifica al difensore di fiducia domiciliatario è da considerarsi valida.
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Appello inammissibile per imputato assente: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. Sebbene l'imputato fosse presente in primo grado, la sua assenza nel giudizio d'appello ha reso applicabili le nuove, più stringenti, regole sull'appello inammissibile. La Corte ha stabilito che, in caso di assenza, è necessario uno specifico mandato ad impugnare rilasciato dopo la sentenza d'appello, al fine di garantire la volontà effettiva dell'imputato di proseguire con il ricorso.
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Specificità motivi appello: Cassazione annulla inammissibilità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità emessa da una Corte d'Appello, che aveva erroneamente respinto un ricorso senza un'udienza formale. La Suprema Corte ha chiarito che i requisiti di specificità dei motivi di appello non consentono al giudice di secondo grado di dichiarare l'inammissibilità per manifesta infondatezza. In particolare, la richiesta di applicare una nuova attenuante introdotta dalla Corte Costituzionale costituiva un motivo sufficientemente specifico da richiedere una valutazione nel merito in contraddittorio tra le parti.
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