La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14035/2024, ha stabilito un importante principio in materia di pene sostitutive in appello, introdotte dalla Riforma Cartabia. Un imputato, condannato per maltrattamenti, ha visto il suo caso rinviato alla Corte d'Appello perché i giudici avevano erroneamente ignorato la richiesta del suo difensore di applicare una pena sostitutiva, presentata durante la discussione finale. La Cassazione ha chiarito che tale richiesta è ammissibile anche senza una preventiva procura speciale, poiché il consenso dell'imputato va verificato solo in una fase successiva.
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