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Art. 591 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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Altri anni per Art. 591 Codice di Procedura Penale

Rinuncia al ricorso: niente spese se giustificata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito di rinuncia da parte dell'imputata. Poiché la rinuncia al ricorso era motivata da una sopravvenuta carenza di interesse, dovuta al dissequestro parziale dei beni, la Corte ha escluso la condanna al pagamento delle spese processuali, non configurandosi un'ipotesi di soccombenza.
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Rinuncia al ricorso: niente spese se cessa interesse
Un imputato presenta ricorso in Cassazione contro una misura coercitiva. Successivamente, la misura viene revocata e l'imputato formalizza la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile ma, citando un principio delle Sezioni Unite, stabilisce che non vi è condanna alle spese processuali. La motivazione risiede nella sopravvenuta carenza di interesse, che distingue questo caso da un'inammissibilità originaria e fa venir meno il presupposto della soccombenza.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato a seguito della sua formale rinuncia. La vicenda, originata da una condanna per violazione della legge sugli stupefacenti, si conclude con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando come la rinuncia al ricorso precluda ogni valutazione di merito.
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Appello cautelare generico: inammissibilità e motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando che un appello cautelare generico, privo di argomentazioni specifiche a sostegno di una richiesta, viola le norme procedurali. Il caso riguardava la richiesta di inefficacia di una misura cautelare, ma il motivo d'appello non era stato adeguatamente sviluppato, portando alla sua declaratoria di inammissibilità.
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Procura speciale: quando serve all’ente indagato?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un sequestro, confermando la necessità della procura speciale. Se l'ente non prova di essere indagato ai sensi del D.Lgs. 231/2001, viene considerato come un terzo e il suo difensore deve avere una procura speciale per presentare l'istanza di riesame. L'affermazione generica di essere 'indagata' non è sufficiente.
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Termini impugnazione: come si calcolano i giorni festivi
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di inammissibilità, chiarendo il corretto calcolo dei termini impugnazione. La sentenza stabilisce che se la scadenza per il deposito delle motivazioni cade in un giorno festivo, questa è prorogata al giorno successivo non festivo, da cui decorre il nuovo termine per appellare. Viene inoltre precisata l'inapplicabilità retroattiva di alcune norme della Riforma Cartabia.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e reati tributari
Un imprenditore condannato per dichiarazione fraudolenta (IVA e IRES) ricorre in Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza dei motivi, confermando la condanna e la confisca. La sentenza sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di ricorso in materia di reati tributari.
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Ricorso inammissibile: la genericità dei motivi
Un soggetto, condannato in primo e secondo grado per contrabbando di tabacchi, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando un vizio di motivazione della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando come i motivi fossero del tutto generici e non si confrontassero con le specifiche argomentazioni della Corte territoriale, che aveva puntualmente confutato ogni doglianza. La decisione ribadisce che per un valido ricorso è necessaria una critica specifica e correlata alla sentenza impugnata.
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Truffa opere d’arte: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento danni per un gallerista accusato di truffa opere d'arte. Il caso riguarda la vendita di due dipinti, uno falsamente attribuito a Guido Reni e l'altro risultato essere un falso moderno. La sentenza chiarisce i doveri professionali degli esperti d'arte e i criteri per configurare il reato di truffa, anche a fronte della negligenza dell'acquirente. La Corte ha ritenuto legittima la decisione della Corte d'Appello di ribaltare la precedente assoluzione, sottolineando l'importanza delle condotte ingannevoli del professionista a danno di acquirenti inesperti.
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Rinuncia al ricorso: niente spese se cessa l’interesse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito di rinuncia. La decisione chiave è che, quando la rinuncia al ricorso è motivata da un evento favorevole sopravvenuto (in questo caso, la revoca di una misura cautelare), l'imputato non deve essere condannato al pagamento delle spese processuali perché viene a mancare il presupposto della soccombenza.
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Fatture inesistenti: l’appello è inammissibile
Un imprenditore è stato condannato per l'utilizzo di fatture inesistenti. Il suo ricorso in Cassazione, basato su presunti errori procedurali come la revoca di testimoni e l'acquisizione di prove, è stato respinto. La Corte ha stabilito che le obiezioni dovevano essere sollevate immediatamente in udienza, pena la decadenza. La sentenza conferma che, in assenza di prove concrete delle prestazioni, le fatture inesistenti portano a una condanna, sottolineando l'importanza della tempestività delle eccezioni processuali.
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Elezione di domicilio: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un appello penale a causa di un vizio formale nell'elezione di domicilio. La sentenza chiarisce che la dichiarazione del difensore non può sostituire l'atto personale dell'imputato e che, per i residenti all'estero, il domicilio deve essere eletto in Italia, ribadendo l'importanza del rigore formale nelle impugnazioni.
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Reato permanente: quando si prescrive l’abuso edilizio
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del reato permanente in un caso di abuso edilizio. La Corte ha stabilito che, in assenza di prova contraria fornita dall'imputato, la permanenza del reato cessa solo con la sentenza di primo grado, rigettando la tesi della prescrizione basata sulla data dell'accertamento.
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Dolo specifico evasione: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per omessa dichiarazione IRES. La sentenza sottolinea che, per configurare il reato, non è sufficiente la semplice omissione, ma è necessaria la prova del dolo specifico di evasione, ovvero l'intenzione finalizzata a non pagare le imposte. La Corte ha ritenuto che la mancata tenuta della contabilità per più anni non costituisca, di per sé, prova sufficiente di tale intenzione, rimandando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Permesso di costruire illegittimo: sequestro valido
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un cantiere, ritenendo l'appello inammissibile. I lavori si basavano su un permesso di costruire illegittimo, poiché la capacità edificatoria dell'area era già esaurita. La Corte ha chiarito che il giudice penale può valutare l'illegittimità di un permesso, anche se non formalmente annullato dall'autorità amministrativa. La presunta buona fede del costruttore è stata esclusa a causa della macroscopica natura delle violazioni.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un imputato, condannato in primo grado per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha formalizzato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di tale rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro a favore della Cassa delle ammende, come previsto dalla legge in tutti i casi di inammissibilità.
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Inammissibilità appello: quando il giudice sbaglia
Una sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i confini dell'istituto della inammissibilità dell'appello. La Corte ha annullato un'ordinanza di una Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile un gravame per genericità, pur avendone esaminato il merito. Secondo la Cassazione, se i motivi vengono valutati e ritenuti infondati, l'appello deve essere rigettato e non dichiarato inammissibile, poiché tale procedura viola il diritto di difesa dell'imputato.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia presentata dai ricorrenti. Questi ultimi, acquirenti di un immobile gravato da un ordine di demolizione, avevano impugnato il provvedimento che rigettava la loro istanza di revoca. La sentenza analizza le conseguenze processuali ed economiche della rinuncia al ricorso, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: costi e sanzioni in Cassazione
Una cittadina, dopo aver impugnato un'ordinanza che confermava la demolizione di un immobile acquistato anni prima, ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro, applicando il principio secondo cui la rinuncia al ricorso non esonera da tali oneri.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e sanzioni pecuniarie
Una proprietaria di immobile ha impugnato un'ordinanza che negava la revoca di una demolizione. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro, in applicazione delle norme procedurali che sanzionano l'inammissibilità derivante da un atto di rinuncia.
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