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Art. 591 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

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505 provvedimenti

Altri anni per Art. 591 Codice di Procedura Penale

Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese processuali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della formale rinuncia presentata dal difensore. La decisione evidenzia come la rinuncia al ricorso comporti non solo l'improcedibilità, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma aggiuntiva in favore della Cassa delle ammende, poiché l'inammissibilità è riconducibile a una sua scelta volontaria.
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Impugnazione inammissibile: domicilio e Riforma Cartabia
La Corte di Cassazione ha confermato la declaratoria di impugnazione inammissibile per un appello a cui non era stata allegata la dichiarazione o elezione di domicilio. In linea con una recente decisione delle Sezioni Unite, la Corte ha stabilito che, per gli appelli presentati prima del 25 agosto 2024, non è sufficiente la mera presenza di un domicilio agli atti, ma è necessario un richiamo espresso e specifico nell'atto di impugnazione stesso, indicandone la collocazione nel fascicolo. La semplice menzione dell'indirizzo di residenza nella procura speciale non è stata ritenuta sufficiente a soddisfare il requisito di legge.
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Sentenza di incompetenza: non è impugnabile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi del Procuratore Generale e della parte civile contro una sentenza della Corte d'Appello che annullava una condanna di primo grado per reati fallimentari. La Corte d'Appello aveva ravvisato un difetto di competenza funzionale, poiché tra le persone offese figurava un magistrato. La Cassazione ha ribadito che una sentenza di incompetenza non è direttamente impugnabile, ma può solo dar luogo a un conflitto di competenza, e che la parte civile non è legittimata a impugnare decisioni meramente processuali.
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Bancarotta operazioni dolose: quando scatta il reato
Un amministratore viene condannato per aver causato il fallimento della propria società attraverso il sistematico mancato pagamento di imposte e contributi. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, affermando che tale condotta integra il reato di bancarotta operazioni dolose. La sentenza chiarisce che è sufficiente il dolo eventuale, ovvero l'accettazione del rischio del fallimento, e che la difesa di essere una mera 'testa di legno' non esonera da responsabilità senza prove concrete.
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Amministratore di diritto: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'amministratrice di una società, condannata per bancarotta fraudolenta, che sosteneva di essere una mera prestanome del marito, effettivo gestore. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenze procedurali, ribadendo che l'amministratore di diritto è responsabile se, accettando la carica, ha la generica consapevolezza delle condotte illecite poste in essere dall'amministratore di fatto. Tuttavia, la Corte ha annullato la sentenza limitatamente alle pene accessorie, rinviando il caso al giudice di merito per rideterminarne la durata, in seguito a una pronuncia della Corte Costituzionale.
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