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Art. 590 Codice Civile

10 provvedimenti

Diseredato ma tutelato: l’azione di riduzione non si perde
Due fratelli si scontrano sull'eredità materna. La madre aveva nominato unico erede il primo fratello, escludendo il secondo. In una precedente causa per spese condominiali, il secondo fratello si era difeso dimostrando di essere stato diseredato. Il primo fratello sostiene che tale difesa equivalga a una rinuncia tacita alla quota di legittima. La Corte di Cassazione rigetta questa tesi: difendersi in un giudizio non costituisce un comportamento concludente di rinuncia. Il secondo fratello, pur essendo stato escluso dal testamento, conserva il diritto di esercitare l'azione di riduzione per ottenere la sua quota di legittima. Viene inoltre confermato il blocco della divisione dei beni ereditari a causa di gravi abusi edilizi non sanati.
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Testamento olografo con data incompleta: uso dei beni non basta
Un erede ha impugnato il testamento olografo dello zio poiché recava solo l'anno di redazione, senza giorno e mese. La Corte d'appello ha dichiarato l'invalidità dell'atto per incompletezza della data. I beneficiari del testamento hanno fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che gli altri eredi avessero convalidato tacitamente il testamento, conoscendone il vizio e avendo utilizzato gratuitamente un immobile ereditario. La Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il testamento olografo con data incompleta è annullabile e che l'uso di un bene comune non costituisce esecuzione volontaria o convalida. Inoltre, le risposte favorevoli fornite durante l'interrogatorio formale non costituiscono confessione ma semplici indizi. I ricorrenti sono stati condannati anche per lite temeraria.
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Imposta di Registro: Tassa Fissa per Sentenze di Nullità
Una società ottiene da un istituto di credito la restituzione di somme indebitamente pagate a causa di clausole nulle. L'Agenzia delle Entrate applica l'imposta di registro proporzionale, ma la Cassazione conferma che in questi casi si applica la tassa in misura fissa. Il principio vale anche se la nullità è solo parziale, poiché la condanna alla restituzione è una conseguenza della dichiarazione di nullità dell'atto che ne era alla base.
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Donazione indiretta: cosa accade se si paga solo una parte?
In una disputa ereditaria tra sorelle, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della donazione indiretta. Una sorella sosteneva che il contributo economico della madre per l'acquisto di un suo immobile costituisse una donazione indiretta di una quota del bene. La Corte ha stabilito che quando un donante paga solo una parte del prezzo, si configura una donazione indiretta del denaro e non dell'immobile. Di conseguenza, in sede di collazione ereditaria, si deve considerare il valore del denaro donato e non la quota di valore dell'immobile. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Clausola anatocistica: serve nuovo accordo post 2000
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28609/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di contratti bancari. Se una clausola anatocistica in un contratto di conto corrente stipulato prima del 2000 è nulla, l'istituto bancario non può introdurre una nuova forma di capitalizzazione degli interessi tramite un semplice adeguamento unilaterale. È invece necessaria una nuova ed espressa pattuizione tra la banca e il cliente. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva ritenuto legittimo l'adeguamento, ribadendo che la nullità radicale della clausola originaria rende impossibile il giudizio comparativo previsto dalla normativa. La sentenza chiarisce anche che il correntista ha sempre interesse a far dichiarare la nullità di tali clausole, a prescindere dalla possibilità di ottenere una restituzione di somme.
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Rimborso imposta di registro: sentenza definitiva
Una contribuente ha richiesto il rimborso dell'imposta di registro versata per una compravendita immobiliare, dopo che il contratto era stato annullato con una sentenza civile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che per ottenere il rimborso imposta di registro è indispensabile fornire la prova che la sentenza di annullamento sia passata in giudicato, ovvero sia diventata definitiva e non più appellabile. Inoltre, la Corte ha ribadito che la mancata impugnazione degli atti impositivi nei termini li rende definitivi, precludendo future contestazioni.
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Rimborso imposta di registro: la guida definitiva
Una società e il suo amministratore hanno richiesto il rimborso dell'imposta di registro versata per una compravendita immobiliare successivamente annullata. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso, sostenendo che la causa dell'annullamento fosse imputabile alle parti. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la vera causa era un vizio giuridico nella procura redatta dal notaio. Poiché il difetto non era attribuibile alle parti, che non potevano esserne a conoscenza, queste avevano pieno diritto al rimborso dell'imposta di registro.
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Donazione immobile abusivo: nullità e azione riduzione
In una causa di eredità, la Corte di Cassazione interviene su un caso complesso riguardante una donazione di immobile abusivo. La Corte chiarisce che la partecipazione di un erede a un preliminare di vendita non costituisce rinuncia automatica all'azione di riduzione. Inoltre, stabilisce che la nullità di una donazione per abuso edilizio potrebbe essere solo parziale se l'abuso riguarda solo una parte dei beni donati. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione sia sulla nullità della donazione che sulla tempestività di una domanda riconvenzionale erroneamente dichiarata inammissibile.
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Patti Successori: la Cassazione salva l’accordo tra eredi
Una complessa disputa ereditaria tra fratelli, sorta a causa di due testamenti olografi contrastanti di cui uno falso, giunge in Cassazione. La Corte si pronuncia sulla nullità insanabile del testamento apocrifo e sulla validità di una scrittura privata tra i futuri eredi. L'analisi si concentra sulla distinzione tra un termine di pagamento e una condizione sospensiva per qualificare l'accordo ed escludere la violazione del divieto di patti successori, correggendo la motivazione della Corte d'Appello e salvando la validità dell'accordo.
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Conferma testamento nullo: si applica a vizi volontà
La Corte di Cassazione chiarisce che la conferma di un testamento nullo, prevista dall'art. 590 c.c., si applica anche ai casi di annullabilità per vizi della volontà, come l'incapacità di intendere e volere del testatore. La Corte ha cassato la decisione di merito che escludeva tale possibilità, distinguendo nettamente questa ipotesi da quella di un testamento con sottoscrizione apocrifa, dove manca del tutto la riconducibilità dell'atto al defunto. Il caso riguardava una disputa tra un erede universale e un legatario, dove l'erede, pur contestando il testamento per incapacità, aveva compiuto atti che potevano essere interpretati come una conferma testamento nullo.
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