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Art. 589-ter Codice Penale

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48 provvedimenti

Motivi di appello: quando è troppo tardi per proporli?
Un imputato, condannato per omicidio stradale, ha presentato ricorso in Cassazione sollevando una questione mai proposta in secondo grado. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i motivi di appello devono essere specificati nell'atto di impugnazione e non possono essere introdotti per la prima volta nel giudizio di legittimità.
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Omicidio stradale: la colpa del pedone non basta
Un camionista, durante una retromarcia con scarsa visibilità, investe e uccide un pedone. Viene condannato per omicidio stradale e fuga. La Cassazione conferma la condanna, sottolineando che il conducente deve prevedere l'imprudenza altrui. Tuttavia, annulla l'applicazione della recidiva, poiché il reato principale è di natura colposa e non può costituirne il presupposto.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato per omicidio stradale, confermando la misura della custodia cautelare. La decisione si basa sulla valutazione logica e coerente dei gravi indizi di colpevolezza effettuata dal Tribunale del Riesame, che aveva ritenuto inattendibile la versione dell'indagato secondo cui alla guida vi fosse un'altra persona. La Suprema Corte ribadisce il proprio ruolo di giudice di legittimità, escludendo una nuova valutazione dei fatti.
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Omicidio stradale: sole abbagliante non è una scusa
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio stradale a carico di una conducente che, investendo un pedone sulle strisce, si era difesa sostenendo di essere stata abbagliata dal sole. Secondo la Corte, la ridotta visibilità impone una maggiore prudenza e non giustifica il mancato rispetto della precedenza dovuta al pedone, escludendo così il concorso di colpa della vittima.
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Fuga dopo incidente stradale: quando è inammissibile
Un automobilista, condannato per omicidio stradale aggravato dalla fuga, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo di non essersi accorto dell'impatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la sua giustificazione era già stata logicamente smentita nei gradi di giudizio precedenti e il ricorso si limitava a riproporre tesi difensive già vagliate. La sentenza conferma che la fuga dopo incidente stradale è un'aggravante grave e che la valutazione dei fatti non può essere ripetuta in sede di legittimità.
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Omicidio stradale aggravato: fuga e colpa cosciente
Un camionista, condannato per omicidio stradale aggravato per aver ucciso un manifestante forzando un picchetto, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha confermato la condanna, chiarendo i concetti di "colpa cosciente" e dell'aggravante della fuga. La consapevolezza del rischio concreto da parte del conducente e il dato oggettivo della fuga sono stati ritenuti sufficienti, respingendo le difese basate sulla paura e sullo stato di necessità.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza basata su un concordato in appello. L'imputato sosteneva la nullità dell'accordo a causa di una successiva modifica legislativa delle pene. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso contro un concordato in appello sono limitati ai vizi del consenso e non possono basarsi su mutamenti normativi, a meno che non derivino da una declaratoria di incostituzionalità.
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Rinnovazione istruttoria in appello: quando è negata?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per omicidio stradale e fuga. L'imputato contestava il diniego della Corte d'Appello di ammettere una nuova consulenza tecnica sulla dinamica dell'incidente. La Suprema Corte ha ribadito che la rinnovazione istruttoria in appello è un evento eccezionale, non un diritto. Il giudice può negarla se ritiene gli atti già acquisiti sufficienti per decidere, poiché vige una presunzione di completezza dell'istruttoria di primo grado. La perizia, inoltre, non è considerata una prova decisiva, ma un mezzo di prova 'neutro' la cui ammissione è rimessa alla discrezionalità del giudice.
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