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Art. 58 del Codice Antimafia

5 provvedimenti

Dissequestro terzo estraneo: la via del credito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un investitore, terzo estraneo a un procedimento penale, che chiedeva il dissequestro di metalli preziosi. Poiché i beni erano già stati venduti dall'amministratore giudiziario, la Corte ha stabilito che il diritto del ricorrente si è trasformato da diritto di proprietà a diritto di credito. Di conseguenza, la corretta procedura per ottenere tutela non è l'istanza di dissequestro, ma l'insinuazione del proprio credito secondo le norme del Codice Antimafia, destinate a proteggere i creditori in buona fede.
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Dissequestro terzo estraneo: quando l’appello è nullo
Un investitore, terzo estraneo a un procedimento penale, ha richiesto il dissequestro di metalli preziosi affidati a una società sotto indagine. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, evidenziando la mancanza di un interesse concreto e attuale ad agire. Poiché i beni erano già stati venduti, il diritto del ricorrente si era trasformato in un mero diritto di credito, da far valere secondo le procedure del Codice Antimafia, rendendo l'istanza di dissequestro del terzo estraneo priva di scopo.
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Dissequestro terzo estraneo: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un investitore che chiedeva il dissequestro di metalli preziosi, oggetto di sequestro preventivo a carico di una società. La Suprema Corte ha stabilito che la corretta tutela per il dissequestro del terzo estraneo, in questo caso, non è la restituzione del bene, ma l'insinuazione del proprio credito nella procedura prevista dal Codice Antimafia, trasformando il diritto sul bene in un diritto sul suo controvalore.
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Dissequestro del terzo: la tutela del credito
Un'investitrice richiedeva il dissequestro di metalli preziosi, sequestrati a una società nell'ambito di un'indagine penale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che, essendo i beni stati venduti, la ricorrente, pur considerata terzo di buona fede, non poteva più chiederne la restituzione. Il suo diritto si è trasformato in un credito da far valere nella specifica procedura di verifica dello stato passivo prevista dal Codice Antimafia, e non tramite istanza di dissequestro.
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Dissequestro terzo creditore: quando l’appello è inammissibile
Un terzo, creditore in buona fede di una società sottoposta a sequestro, chiedeva il dissequestro di metalli preziosi. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che la corretta procedura per il recupero del credito non è l'appello per il dissequestro, specialmente se l'asset è stato venduto, ma l'insinuazione al passivo secondo il Codice Antimafia. L'appello meramente ripetitivo di istanze già respinte è inammissibile.
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