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Art. 571 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

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133 provvedimenti

Altri anni per Art. 571 Codice di Procedura Penale

Impugnazione imputato assente: nuove regole Cartabia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1177/2024, ha confermato la legittimità delle nuove, più stringenti, regole per l'impugnazione dell'imputato assente introdotte dalla Riforma Cartabia. Il ricorso di un imputato, il cui appello era stato dichiarato inammissibile per mancanza di specifico mandato post-sentenza e di nuova elezione di domicilio, è stato respinto. La Corte ha stabilito che tali oneri non violano il diritto di difesa, ma mirano a garantire la consapevolezza dell'impugnato e la certezza delle notifiche, rendendo il processo più giusto e celere.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato contro una sentenza di condanna. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che riserva esclusivamente ai difensori iscritti all'albo speciale la facoltà di proporre ricorso per cassazione. La Corte ha inoltre giudicato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, ribadendo che la necessità di una difesa tecnica in questa sede non lede i diritti dell'imputato.
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Ricorso per cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato. L'ordinanza ribadisce che, a seguito della riforma del 2017, tale impugnazione deve essere obbligatoriamente redatta e sottoscritta da un avvocato iscritto all'albo speciale, pena la condanna a spese e sanzioni pecuniarie.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato condannato per furto pluriaggravato. La decisione si fonda sul principio consolidato, derivante dalla legge n. 103/2017, secondo cui il ricorso per cassazione deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell'apposito albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione avvocato: obbligatoria la firma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario poiché sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un difensore abilitato. La Corte ha ribadito che, a seguito delle modifiche legislative, qualsiasi ricorso per cassazione, anche quello per errore di fatto, deve essere firmato da un avvocato iscritto all'albo speciale, al fine di garantire l'elevato tecnicismo richiesto in sede di legittimità. L'obbligo di firma da parte di un avvocato per il ricorso cassazione è quindi un requisito fondamentale di ammissibilità.
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Ricorso per cassazione: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un'imputata avverso un'ordinanza in materia di ricusazione. La decisione ribadisce che, a seguito delle riforme, ogni ricorso in sede penale deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità e la condanna al pagamento di spese e sanzioni.
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Mandato ad impugnare: la Cassazione e l’imputato assente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato giudicato in assenza. La Corte ha confermato che, per l'imputato assente, l'atto di appello è inammissibile se il difensore non deposita uno specifico mandato ad impugnare, rilasciato dopo la sentenza. Questa formalità, prevista dall'art. 581 c.p.p., non viola il diritto di difesa né il principio di parità delle armi, ma serve a garantire un esercizio consapevole del diritto di impugnazione da parte di chi non ha partecipato al processo.
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Ricorso cassazione difensore: è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un imputato. La decisione ribadisce che la normativa, post-riforma del 2017, impone l'obbligo di un ricorso cassazione difensore, ovvero la sottoscrizione da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità e la condanna alle spese.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si basa sulla necessità della difesa tecnica specializzata, come previsto dall'art. 613 c.p.p., respingendo anche la sollevata questione di legittimità costituzionale.
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Ricorso in Cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per furto. La decisione ribadisce che tale atto deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell'albo speciale, comportando per il ricorrente la condanna alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: l’imputato non può firmarlo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per furto aggravato. La decisione si basa sulla normativa vigente, che richiede obbligatoriamente la rappresentanza tecnica di un difensore per proporre ricorso in sede di legittimità. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione: l’imputato non può firmarlo
Un individuo, condannato per furto aggravato, ha presentato personalmente un ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si basa sulla normativa vigente, che impone, a pena di inammissibilità, che il Ricorso per Cassazione sia sottoscritto da un avvocato iscritto all'apposito albo speciale, e non personalmente dall'imputato. La Corte ha inoltre confermato la piena legittimità costituzionale di tale regola.
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Ricorso straordinario inammissibile se personale
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso straordinario inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato e non da un avvocato specializzato, come richiesto dalla legge dopo le riforme del 2017. La decisione conferma la necessità della difesa tecnica qualificata per questo tipo di impugnazioni, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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