La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino straniero contro la sentenza che autorizzava la sua estradizione verso il paese d'origine. Il ricorrente, condannato per reati legati alla coltivazione di stupefacenti, aveva impugnato il provvedimento lamentando la violazione dei propri diritti fondamentali e il radicamento familiare in Italia. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che il ricorso era stato presentato personalmente dall'interessato e non da un difensore iscritto all'albo speciale, violando le norme sulla difesa tecnica introdotte dalla riforma del 2017. Tale vizio procedurale ha precluso l'esame dei motivi di merito, confermando la legittimità della procedura di estradizione.
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