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Art. 57, comma 3, del d.P.R. n. 633 del 1972

7 provvedimenti

Deducibilità costi sponsorizzazione: la prova spetta a te
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23403/2024, ha stabilito che la presunzione legale sulla deducibilità dei costi di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive dilettantistiche non esonera il contribuente dall'onere di provare l'effettiva esistenza della prestazione. Anche in presenza di un'assoluzione in sede penale, il giudice tributario può ritenere indeducibili i costi se l'Amministrazione Finanziaria fornisce elementi presuntivi sulla loro inesistenza e il contribuente non offre una prova contraria adeguata.
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Raddoppio dei termini: obbligo di denuncia e reati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17380/2024, ha chiarito che il raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale si applica quando sussistono seri indizi di un reato tributario che impongono un obbligo di denuncia. Questa condizione opera indipendentemente dalla presentazione effettiva della denuncia o dall'esito del successivo procedimento penale. Il caso riguardava un professionista che contestava avvisi di accertamento per costi indeducibili derivanti da fatture per operazioni inesistenti.
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Raddoppio termini: Cassazione su IRAP e accertamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9054/2024, ha stabilito un importante principio in materia di accertamento fiscale. Il caso riguardava una società e un suo socio che avevano impugnato avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA. La Corte ha chiarito che il raddoppio dei termini per l'accertamento, previsto in caso di reati fiscali, non si applica all'IRAP, poiché le violazioni relative a tale imposta non sono presidiate da sanzioni penali. La sentenza ha inoltre affrontato la legittimità dell'accertamento induttivo e l'ammissibilità delle censure relative alle sanzioni in appello.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione conferma
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per redditi detenuti all'estero e non dichiarati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del raddoppio termini accertamento basato sul solo obbligo di denuncia penale, indipendentemente dalla sua produzione in giudizio. La Corte ha inoltre ritenuto infondate le contestazioni sul calcolo del patrimonio e sulla riduzione delle sanzioni, stabilendo che la soglia di rilevanza penale va valutata al momento dell'accertamento.
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Accertamento fiscale e presunzioni semplici
Una società immobiliare ha impugnato un accertamento fiscale per IRES, IRAP e IVA relativo a un'operazione di leasing ritenuta elusiva. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento basato su presunzioni semplici per dimostrare l'intento elusivo e l'antieconomicità dell'operazione. Tuttavia, ha accolto il ricorso limitatamente all'IRAP, stabilendo che il raddoppio dei termini di accertamento previsto in caso di reati fiscali non si applica a tale imposta.
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Accertamento socio società: la Cassazione decide
In un caso di accertamento al socio di una società fallita a ristretta base partecipativa, la Corte di Cassazione ha emesso un'importante ordinanza. È stato stabilito che il socio ha la legittimazione per impugnare l'avviso di accertamento notificato alla società (l'atto presupposto), in quanto da esso deriva la sua personale responsabilità fiscale. La Corte ha inoltre confermato che il raddoppio dei termini per l'accertamento, legato a violazioni penalmente rilevanti, non si applica all'IRAP. Infine, è stata ribadita la validità della presunzione di distribuzione degli utili extra-contabili ai soci nelle società con pochi membri.
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Raddoppio dei termini: basta il sospetto di reato
La Corte di Cassazione stabilisce che per il raddoppio dei termini di accertamento fiscale è sufficiente la mera configurabilità astratta di un reato tributario. Non è necessaria l'effettiva presentazione di una denuncia penale né rileva l'esito di eventuali procedimenti. La sentenza annulla la decisione di merito che aveva escluso il raddoppio dei termini basandosi sull'assenza di una notizia di reato iscritta a carico della contribuente.
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