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art. 57, comma 3, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

6 provvedimenti

Frode IVA immobiliare: la Cassazione decide su costi
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di presunta frode IVA in ambito immobiliare. La Corte ha confermato la ricostruzione della frode e la parziale indeducibilità dei costi, ma ha accolto il ricorso su due punti chiave: l'inapplicabilità del raddoppio dei termini di accertamento per l'IRAP in presenza di denuncia penale e il diritto del contribuente all'applicazione delle sanzioni più favorevoli previste dalla legge sopravvenuta (lex mitior). La sentenza è stata cassata con rinvio per la rideterminazione di questi aspetti.
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Raddoppio dei termini: legittimo anche con condono
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale in presenza di indizi di reato tributario, anche se il contribuente aveva aderito a un condono. La Corte ha stabilito che la proroga di un anno per il condono e il raddoppio dei termini sono misure cumulabili, in quanto basate su presupposti diversi. Inoltre, ha ribadito che la contestazione sulla regolarità della notifica di un atto costituisce un accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per vizio di motivazione apparente. Il caso riguardava ingenti sanzioni fiscali per omessa dichiarazione di capitali detenuti all'estero. La Corte ha stabilito che il giudice d'appello non può limitarsi a confermare la decisione di primo grado senza esaminare criticamente e rispondere in modo specifico ai motivi di gravame proposti dall'Agenzia delle Entrate. Tale omissione rende la motivazione solo apparente e, di conseguenza, la sentenza nulla, con rinvio per un nuovo giudizio.
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Raddoppio termini: Cassazione su Irap e costi induttivi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9001/2025, si è pronunciata su un caso di accertamento fiscale nei confronti degli ex soci di una società estinta. La Corte ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento, previsto in presenza di reati tributari, è legittimo per Ires e Iva ma non si applica all'Irap, poiché le violazioni relative a tale imposta non costituiscono reato. Inoltre, ha ribadito che, anche in caso di accertamento induttivo "puro" per omessa dichiarazione, l'Amministrazione finanziaria deve considerare i costi sostenuti dall'impresa per determinare il reddito imponibile, al fine di rispettare il principio di capacità contributiva. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione su questi punti.
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Solidarietà tributaria: cessione d’azienda e frode
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina della solidarietà tributaria in caso di cessione d'azienda fraudolenta. Se la cessione è attuata in frode ai crediti tributari, la responsabilità dell'acquirente (cessionario) è diretta e paritetica, non sussidiaria. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate può agire direttamente contro il cessionario senza dover prima escutere il cedente. Inoltre, il termine di decadenza per l'accertamento verso il cessionario è legato alla posizione del debitore principale (cedente). La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva annullato l'avviso di accertamento al cessionario per motivi procedurali.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione chiarisce
L'ordinanza in esame chiarisce l'applicazione del raddoppio termini accertamento. Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento integrativo notificato oltre i termini ordinari. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito un principio fondamentale: se i presupposti per il raddoppio dei termini sono sorti durante la prima fase di verifica per una data annualità, il termine più lungo si applica all'intera annualità e a tutti i successivi accertamenti integrativi, anche se questi ultimi, da soli, non presentano profili di rilevanza penale.
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