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Art. 568 Codice di Procedura Civile

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Responsabilità avvocato e perdita di chance: il caso
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un cliente contro il proprio avvocato per un appello tardivo. La Corte chiarisce che per ottenere il risarcimento per perdita di chance, non basta provare l'errore del legale. È necessario dimostrare, con un elevato grado di probabilità, che la causa avrebbe avuto un esito favorevole. In questo caso, la Corte d'Appello aveva correttamente basato la sua decisione su una duplice motivazione: la scarsa probabilità di successo dell'appello originario e l'assenza di prova di un danno economico concreto. La Cassazione ha ritenuto che il ricorso non scalfisse validamente almeno una di queste motivazioni, rendendo l'impugnazione infondata.
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Solidarietà imposta di registro: creditore responsabile
Un istituto di credito, agendo come creditore, ha avviato un giudizio di divisione immobiliare. La Cassazione, con la sentenza 19734/2024, ha stabilito che anche il creditore è responsabile per la solidarietà imposta di registro, in quanto parte sostanziale del procedimento e non meramente formale. Il pagamento dell'imposta non preclude l'impugnazione.
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Compenso CTU divisione: quale parametro si applica?
La Corte di Cassazione ha stabilito il criterio corretto per determinare il compenso del Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) nelle cause di divisione ereditaria. Un'erede aveva contestato la liquidazione del compenso, ritenendo errato il parametro utilizzato dal Tribunale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, chiarendo che per il calcolo del compenso CTU divisione non si deve applicare il criterio per la stima di singoli immobili, bensì quello, più complesso, previsto per la valutazione di interi patrimoni, come avviene nelle divisioni. La decisione è stata cassata con rinvio per una nuova determinazione delle somme.
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Responsabilità professionista delegato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31423/2025, definisce la responsabilità del professionista delegato nelle vendite giudiziarie. Un aggiudicatario aveva citato in giudizio un notaio per non aver indicato nell'avviso di vendita una trascrizione pregiudizievole, causa della successiva revoca del trasferimento. La Suprema Corte ha stabilito che il professionista delegato agisce come ausiliario del giudice e risponde per responsabilità extracontrattuale ai sensi dell'art. 2043 c.c. Tuttavia, nel caso specifico, il notaio non è stato ritenuto colpevole, poiché l'avviso di vendita era conforme alla legge (art. 570 c.p.c.) e rimandava alla perizia, dove la trascrizione era menzionata. Viene così ribadito l'onere di diligenza dell'offerente nel consultare tutta la documentazione.
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Delegazione di pagamento: quando non esclude il credito
La Corte di Cassazione ha confermato la dichiarazione di fallimento di una società, rigettando la tesi difensiva basata su una presunta delegazione di pagamento. Un'altra società fallita aveva chiesto il fallimento della prima sulla base di un credito di 145.000 euro, usati per estinguere un leasing immobiliare. La ricorrente sosteneva che i fondi, sebbene prelevati dal conto dell'altra società, fossero stati da lei forniti e che l'operazione fosse una semplice delegazione di pagamento. La Corte ha stabilito che i fondi su un conto corrente si presumono di proprietà dell'intestatario e che la delegazione deve essere provata concretamente, cosa non avvenuta nel caso di specie. È stata inoltre confermata la competenza territoriale del tribunale e lo stato di insolvenza della società.
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Opposizione atti esecutivi: no a contestazioni tardive
Una società debitrice ha presentato opposizione agli atti esecutivi contro un decreto di trasferimento, lamentando che l'immobile venduto all'asta fosse diverso da quello originariamente pignorato a seguito di una riduzione del pignoramento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che ogni presunta irregolarità relativa alla riduzione del pignoramento o all'ordinanza di vendita doveva essere contestata tempestivamente con un'apposita opposizione e non dopo l'emissione del decreto di trasferimento. La Corte ha inoltre ribadito che il "prezzo giusto" per la sospensione della vendita è quello raggiunto tramite una procedura regolare, non il valore di mercato.
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Giusto prezzo: quando si può sospendere la vendita?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il "giusto prezzo" in un'asta immobiliare non corrisponde al valore di mercato, ma al prezzo raggiunto tramite una procedura legalmente corretta. Un prezzo di aggiudicazione notevolmente inferiore alla stima iniziale non giustifica, da solo, la sospensione della vendita, a meno che non si provino specifiche irregolarità o interferenze illecite. La Corte ha rigettato il ricorso del debitore, confermando la validità dell'aggiudicazione.
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Istanza di assegnazione: termine perentorio, Cassazione
Una creditrice presenta in ritardo l'istanza di assegnazione di un immobile pignorato. La Corte di Cassazione, cambiando il proprio precedente orientamento, stabilisce che il termine di dieci giorni prima della vendita è perentorio e non più ordinatorio. La decisione, basata sulle riforme del processo esecutivo, mira a garantire la celerità e la certezza delle procedure, proteggendo l'affidamento dei terzi offerenti. La tardività della richiesta comporta la decadenza dal diritto.
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Opposizione atti esecutivi: la vendita non la ferma
Un debitore ha contestato la regolarità di una procedura esecutiva immobiliare. Il tribunale di primo grado aveva dichiarato concluso il giudizio di opposizione a seguito della vendita del bene, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. L'ordinanza stabilisce un principio fondamentale: l'opposizione atti esecutivi deve essere decisa nel merito anche se la procedura si è conclusa, poiché l'interesse del debitore a far accertare l'illegittimità degli atti processuali persiste.
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Accertamento catastale: la Cassazione fa chiarezza
Una società che gestisce un campo da golf ha impugnato un avviso di accertamento catastale, lamentando vizi procedurali come la mancata instaurazione del contraddittorio e l'irregolarità della notifica, oltre a un'errata valutazione dell'immobile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che nelle procedure DOCFA, data la loro natura partecipativa, non sono necessari né il sopralluogo preventivo né il contraddittorio. Ha inoltre ritenuto valida la notifica consegnata a mano al legale rappresentante e confermato la correttezza della stima effettuata dall'ufficio, respingendo la perizia di parte perché basata su una situazione di dissesto economico non rappresentativa del valore ordinario del bene.
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Esperto stimatore: no contraddittorio nelle perizie
Un debitore ha impugnato una procedura esecutiva immobiliare sostenendo la nullità della perizia, poiché l'esperto stimatore non lo aveva informato dell'ispezione. La Corte di Cassazione, pur dichiarando il ricorso inammissibile, ha enunciato un importante principio di diritto: il ruolo dell'esperto stimatore è diverso da quello del CTU. Le sue operazioni non richiedono il contraddittorio con le parti, le quali possono presentare osservazioni solo dopo il deposito della relazione finale.
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