La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15982/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamenti fiscali basati su indagini bancarie. Un imprenditore individuale, titolare di un'attività di raccolta di veicoli fuori uso, aveva subito un accertamento per maggiori ricavi derivanti da prelevamenti non giustificati. La Corte ha accolto il ricorso del contribuente su un punto cruciale: anche in caso di accertamento analitico-induttivo, deve essere riconosciuta una deduzione forfettaria dei costi relativi ai ricavi presunti. Questa decisione, in linea con la sentenza della Corte Costituzionale n. 10/2023, sancisce che non è possibile tassare i ricavi presunti senza considerare i costi, anch'essi presunti, necessari per produrli.
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