Un uomo ha aggredito il cugino della ex compagna al culmine di un litigio per futili motivi. Dopo una prima colluttazione, l'uomo ha atteso la vittima sulle scale del palazzo. All'uscita dell'antagonista, l'aggressore ha sferrato diversi fendenti con un coltello a serramanico, colpendo la vittima all'inguine e all'addome, per poi fuggire e invocare la legittima difesa. I giudici hanno qualificato l'azione come tentato omicidio, escludendo la semplice lite o le sole lesioni personali. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quattro anni di reclusione, ritenendo pienamente provata l'intenzione omicida per l'idoneità dell'arma e la letalità potenziale delle parti del corpo colpite.
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