La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per frode in commercio per la vendita di pellet con certificazione di qualità non autentica. Secondo la Corte, l'intento fraudolento (dolo) si desume dalla competenza professionale dell'imprenditore, il quale, operando nel settore, avrebbe dovuto riconoscere la non conformità della certificazione, a prescindere da analisi specifiche sulla qualità del prodotto.
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