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Art. 55-quater del d.lgs. n. 165 del 2001

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Assenza ingiustificata: licenziamento legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento di una dirigente medico per un'assenza ingiustificata di oltre 185 ore. La lavoratrice aveva giustificato le assenze, dovute a presunta partecipazione a corsi formativi, con una semplice autocertificazione, ritenuta insufficiente. La Corte ha stabilito che una prassi aziendale non può derogare alle previsioni del contratto collettivo che richiedono idonea documentazione, respingendo tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli procedurali e sulla proporzionalità della sanzione.
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Licenziamento disciplinare postumo: è legittimo?
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di un licenziamento disciplinare postumo, irrogato a una docente per false dichiarazioni sul titolo di studio, anche se il rapporto di lavoro era già stato risolto per carenza del medesimo titolo. La Corte ha chiarito che la prima risoluzione non aveva natura disciplinare, escludendo quindi la violazione del principio del 'ne bis in idem'. L'interesse dell'amministrazione a sanzionare la condotta illecita, per le sue conseguenze future, giustifica l'avvio del procedimento anche dopo la cessazione del rapporto.
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Licenziamento falsa attestazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un dipendente pubblico contro il licenziamento per falsa attestazione della presenza. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto provata la condotta e proporzionata la sanzione espulsiva.
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Licenziamento disciplinare: limiti del ricorso Cassazione
Un dipendente pubblico impugna un licenziamento disciplinare per assenze ingiustificate. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando che la Corte non può riesaminare i fatti già valutati nei gradi di merito, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Licenziamento disciplinare: quando è inammissibile
Un dipendente pubblico, licenziato per essersi allontanato dal servizio senza timbrare, ha impugnato il provvedimento. Dopo la conferma nei primi due gradi di giudizio, il suo ricorso in Cassazione è stato respinto. La Suprema Corte ha dichiarato i motivi inammissibili, chiarendo che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità, confermando così il licenziamento disciplinare.
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