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Art. 55 d.P.R. n. 917 del 1986

8 provvedimenti

Redditi di Capitale e Contributi INPS: La Cassazione chiarisce per gli Artigiani
L'INPS ha richiesto a un Lavoratore il pagamento di contributi previdenziali per la gestione artigiani, basandosi sui redditi derivanti dalla sua partecipazione a una società. L'INPS sosteneva che questi fossero redditi d'impresa, soggetti a contribuzione. La Corte d'Appello ha escluso questi redditi dalla base imponibile contributiva. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che i redditi da partecipazione in una S.r.l., anche per un socio fondatore, sono redditi di capitale se non c'è attività lavorativa. Questi non rientrano nella base imponibile per i contributi INPS degli artigiani, che si riferisce solo ai redditi d'impresa. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile, consolidando il principio sui redditi di capitale e contributi INPS.
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Contributi previdenziali su utili societari: vince il socio
L'INPS ha richiesto a un cittadino il pagamento della contribuzione previdenziale alla gestione commercianti sugli utili derivanti dalla sua partecipazione in una società a responsabilità limitata. Il cittadino non svolgeva alcuna attività lavorativa all'interno della società. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS, confermando che i contributi previdenziali su utili societari non sono dovuti se il socio si limita a possedere le quote senza lavorare. I redditi di capitale derivanti dalla mera partecipazione societaria sono infatti esclusi dalla base imponibile previdenziale, la quale comprende solo i redditi derivanti dall'effettivo esercizio dell'attività d'impresa. L'INPS è stata condannata a pagare le spese di giudizio.
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Contributi gestione commercianti: no su utili di soci non lavoratori
L'INPS pretendeva dal Socio il pagamento di oltre 36.000 euro a titolo di contributi gestione commercianti sugli utili derivanti dalla sua partecipazione al 50% in una s.r.l. Il Socio si è opposto evidenziando di non aver mai svolto alcuna attività lavorativa all'interno della società, limitandosi a possedere le quote. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici d'appello, stabilendo che i contributi gestione commercianti non si applicano ai semplici redditi di capitale derivanti dalla mera partecipazione societaria se manca l'effettiva prestazione di lavoro. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile e l'ente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Base imponibile contributiva: redditi esclusi
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della base imponibile contributiva per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione INPS. Il caso riguardava un contribuente che percepiva redditi sia come socio lavoratore in una società di persone, sia come socio investitore in una società di capitali. La Suprema Corte ha stabilito che i contributi previdenziali devono essere calcolati esclusivamente sui redditi derivanti da attività lavorativa effettiva, escludendo i redditi di capitale percepiti per la sola partecipazione societaria senza prestazione d'opera.
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Notifica corretta: quando l’avviso è definitivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4059/2023, ha chiarito che un avviso di accertamento, se oggetto di notifica corretta, diventa definitivo e inoppugnabile se non contestato nei termini di legge. Di conseguenza, il contribuente non può più contestare il merito della pretesa tributaria al momento della ricezione della successiva cartella di pagamento. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che la Commissione Tributaria Regionale aveva errato nel ritenere valida la notifica e, al contempo, ammettere l'impugnazione tardiva del contribuente.
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Costi non inerenti: no ai ricavi tassabili
I costi di una società per uno yacht, utilizzato personalmente da un socio, sono stati giudicati non deducibili in quanto "costi non inerenti". La Corte di Cassazione ha confermato questa posizione, ma ha anche stabilito che i ricavi generati dallo stesso yacht devono essere esclusi dal reddito imponibile della società. Questa decisione afferma un importante principio di simmetria tra costi non deducibili e ricavi non imponibili per i beni estranei all'attività d'impresa.
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Sopravvenienza attiva: quando tassarLa? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2517/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia fiscale. Una società fallita aveva impugnato un avviso di accertamento per una ingente sopravvenienza attiva, derivante da passività inesistenti. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sopravvenienza attiva deve essere tassata nell'anno in cui l'Amministrazione Finanziaria ne accerta l'esistenza, e non quando il contribuente decide di registrarla in bilancio. Questa decisione impedisce al contribuente di scegliere arbitrariamente il periodo d'imposta più favorevole, riaffermando il principio di competenza.
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Contributi INPS su redditi da capitale: la decisione
La Corte di Cassazione ha stabilito che i redditi derivanti dalla mera partecipazione a una società di capitali, senza lo svolgimento di un'effettiva attività lavorativa, non rientrano nella base imponibile per il calcolo dei contributi INPS. L'ordinanza chiarisce la distinzione tra redditi d'impresa, soggetti a contribuzione, e redditi di capitale, che ne sono esclusi, basandosi sulla normativa fiscale.
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