Un cittadino veniva condannato dal Tribunale al pagamento di un'ammenda per aver realizzato, in zona sottoposta a vincolo ambientale ed entro trenta metri dal demanio marittimo, una recinzione con pali di legno, rete metallica e piante ornamentali. L'opera era stata realizzata senza le prescritte autorizzazioni e accertata dalle autorità nel maggio del 2013. Il Proprietario ha proposto ricorso in Cassazione eccependo la prescrizione reati paesaggistici e la mancata considerazione della data di effettivo completamento dei lavori. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando che nei reati legati all'esecuzione di opere in fascia di rispetto ed in aree vincolate la permanenza cessa con la fine dei lavori. Decorso il termine massimo di cinque anni dall'accertamento, la condanna è stata annullata.
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