Il Tribunale di Sorveglianza aveva revocato la liberazione anticipata concessa a un Condannato, per un totale di 630 giorni. La revoca è avvenuta perché il Condannato aveva commesso nuovi reati gravi, come rapina aggravata e associazione finalizzata al traffico di droga, durante il periodo di esecuzione della pena. Il Condannato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, contestando la decisione. Tuttavia, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il Condannato non aveva presentato motivi specifici di diritto, ma aveva chiesto una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione non permette di riesaminare i fatti, ma solo di verificare l'applicazione della legge. La revoca della liberazione anticipata è stata quindi confermata.
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