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Art. 54 comma 2 del decreto-legge n. 83 del 2012

5 provvedimenti

Noleggio a caldo: chi paga i danni? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10560/2024, ha definito le responsabilità in un contratto di noleggio a caldo di una betonpompa. A seguito di un incendio e successivi danni, la Corte ha stabilito che la responsabilità per la manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché i rischi operativi, ricadono sul fornitore che mette a disposizione anche l'operatore, a meno che il contratto non preveda diversamente. Il caso riguardava la richiesta di risarcimento danni da parte della società fornitrice contro l'utilizzatrice, richiesta respinta in quanto la gestione del mezzo non era mai passata effettivamente a quest'ultima.
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Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
Un ricorso per diffamazione in ambito condominiale viene dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La decisione si fonda sulla regola della 'doppia conforme', poiché la sentenza d'appello aveva integralmente confermato quella di primo grado sugli stessi presupposti di fatto, impedendo un'ulteriore valutazione del merito.
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Cessione contratto di locazione: la Cassazione decide
Una società cede un ramo d'azienda senza formalizzare la cessione del contratto di locazione. Il locatore stipula un nuovo contratto con l'acquirente, estinguendo di fatto il precedente. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della società cedente, confermando che la stipula di un nuovo accordo locativo, accettato dalle parti, prevale e sostituisce il contratto originario.
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Cessione ramo d’azienda: i debiti non registrati
Una società che acquista un ramo d'azienda viene citata in giudizio per un debito sorto da un inadempimento della società venditrice, avvenuto prima della vendita. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha chiarito che nella cessione ramo d'azienda, la responsabilità dell'acquirente per i debiti anteriori è subordinata alla loro iscrizione nei libri contabili obbligatori. Poiché tale prova mancava, il ricorso del creditore è stato dichiarato inammissibile.
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Verificazione Scrittura: quando è valida la procedura?
Un'associazione sportiva ha citato in giudizio un club calcistico per un pagamento basato su una convenzione. Il club ha contestato l'autenticità della firma del proprio amministratore. I tribunali di merito, tramite una perizia calligrafica, hanno accertato la falsità della firma. L'associazione ha impugnato la decisione sostenendo un vizio procedurale: la verificazione scrittura sarebbe stata avviata tardivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la richiesta di verificazione è un'istanza istruttoria che rientra nella normale gestione del processo da parte del giudice, non un sub-procedimento da espletare necessariamente prima di ogni altra attività.
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