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Art. 54 bis del Dpr n. 633 del 1972

5 provvedimenti

Controllo automatizzato: i limiti dell’Agenzia Entrate
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34348/2025, ha stabilito i limiti del controllo automatizzato. L'Amministrazione Finanziaria non può utilizzare la procedura semplificata e la conseguente cartella di pagamento per disconoscere un credito d'imposta la cui valutazione richieda analisi complesse e non un mero controllo cartolare. In questi casi, è necessario un avviso di accertamento motivato.
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Dichiarazione ultratardiva: credito Iva e controlli
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate è legittimata a disconoscere, tramite controllo automatizzato, un credito d'imposta invocato da un contribuente se tale credito deriva da una dichiarazione ultratardiva. Quest'ultima, essendo presentata oltre 90 giorni dalla scadenza, si considera omessa ai fini della compensazione, rendendo l'indicazione del credito un errore materiale correggibile con la semplice emissione di una cartella di pagamento, senza necessità di un avviso di accertamento.
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Definizione agevolata: stop al processo e spese compensate
Un professionista ha impugnato una cartella di pagamento fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata, rinunciando al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, stabilendo la compensazione delle spese legali. La decisione si fonda sul principio che condannare il contribuente alle spese contrasterebbe con la finalità della legge sulla definizione agevolata, che mira a incoraggiare la chiusura delle liti pendenti.
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Sottoscrizione ruolo: onere della prova sul contribuente
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per un presunto vizio nella sottoscrizione del ruolo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere della prova di un difetto di sottoscrizione del ruolo grava sul contribuente. Non è sufficiente una contestazione generica, ma sono necessari elementi specifici e concreti per invalidare l'atto, data la sua natura vincolata e la presunzione di riferibilità all'organo emittente.
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Definizione agevolata: no se c’è rateazione
Un contribuente, dopo essere decaduto da un piano di rateazione di un debito fiscale, ha ricevuto una cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta di definizione agevolata, stabilendo che la cartella, in questo caso, è un atto di mera esecuzione e non un atto impositivo, poiché il contribuente era già a conoscenza del debito avendone chiesto e ottenuto la rateizzazione.
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