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Art. 54-bis d.P.R. 633/72

7 provvedimenti

Detrazione IVA: Contribuente deve provare il credito, non il Fisco
L'Agenzia delle Entrate negava la Detrazione IVA a una cooperativa fallita per assenza della dichiarazione annuale. La Commissione Tributaria Regionale aveva riconosciuto il credito, sostenendo che l'Agenzia avrebbe dovuto verificarne l'esistenza. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che il diritto alla Detrazione IVA, anche senza dichiarazione, esiste se il contribuente dimostra i requisiti sostanziali (es. acquisti reali, IVA pagata). Tuttavia, l'onere della prova spetta al contribuente, non all'Agenzia. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la sentenza e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
Una società ha impugnato una cartella di pagamento relativa a un credito IVA acquisito tramite cessione di ramo d'azienda. Mentre il giudizio pendeva in Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo dimostrato il pagamento dell'importo dovuto, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito della legittimità del credito.
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Interruzione processo: gli effetti del fallimento
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, affronta la complessa questione dell'interruzione del processo a seguito della dichiarazione di fallimento di una delle parti. Nel caso di specie, un'azienda contribuente veniva dichiarata fallita durante un contenzioso tributario. La Corte, prima di decidere nel merito il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, ha ritenuto necessario rinviare la causa a pubblica udienza per approfondire gli effetti dell'automatica interruzione del processo e la decorrenza dei termini per la sua riassunzione, alla luce della consolidata giurisprudenza.
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Rimborso IVA e fallimento: la Cassazione decide
Una società fallita ha richiesto un rimborso per un cospicuo credito IVA. L'Agenzia delle Entrate lo ha negato per motivi formali. Il caso è giunto in Cassazione, che ha dato ragione alla società. La Corte ha stabilito che, in caso di fallimento, il diritto al rimborso IVA sorge con la cessazione dell'attività. Inoltre, la semplice indicazione del credito per la compensazione nella dichiarazione fiscale è sufficiente a manifestare la volontà di ottenere il rimborso quando la compensazione non è più possibile.
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Legittimazione ex legale rappresentante: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza la decisione su un complesso caso di legittimazione ex legale rappresentante. La questione verte sulla possibilità per l'ex amministratore di una società, prima soggetta a sequestro preventivo delle quote e poi dichiarata fallita, di impugnare avvisi di accertamento e cartelle di pagamento notificati al curatore fallimentare. Data la rilevanza e la complessità del principio di diritto da stabilire, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento.
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Notifica cartella di pagamento: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla validità della notifica della cartella di pagamento eseguita direttamente dall'agente della riscossione. Con l'ordinanza n. 30678/2024, ha stabilito che tale modalità è legittima. Inoltre, ha chiarito che se un giudice annulla un atto per un vizio di notifica, le sue ulteriori argomentazioni sul merito sono irrilevanti (obiter dictum) e non devono essere oggetto di impugnazione. Infine, ha confermato che per i controlli automatizzati non è necessario un preventivo avviso di liquidazione.
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Notifica a società estera: validità e onere prova
Una società con sede a Malta ha ricevuto un avviso di pagamento IVA in italiano. Ha contestato l'atto sostenendo che fosse incompleto, notificato in modo errato e non tradotto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la notifica a società estera è valida se raggiunge il suo scopo. La Corte ha stabilito che l'onere di provare l'incompletezza dell'atto spetta alla società ricevente e che non è richiesta la traduzione per un'impresa che opera e presenta dichiarazioni fiscali in Italia.
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