La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33688/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa che aveva richiesto l'applicazione di pene sostitutive in modo generico. La Corte ha stabilito che la richiesta deve essere specifica e motivata nell'atto di appello o nei motivi nuovi, non potendo essere introdotta per la prima volta, e senza argomentazioni, in una memoria successiva. Questa decisione ribadisce il rigore formale necessario per accedere a misure alternative alla detenzione.
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