LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 53 Codice della Crisi d'Impresa

5 provvedimenti

Liquidazione giudiziale e insolvenza accertata
La Corte d'Appello di Brescia ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, ribaltando il precedente diniego. Anche se il credito era oggetto di un ricorso in Cassazione, la Corte ha ravvisato il fumus del diritto e uno stato di insolvenza manifesto, confermato dall'assenza di beni e dall'infruttuosità dei pignoramenti.
Continua »
Liquidazione giudiziale impresa minore: come revocarla
La Corte d'Appello ha revocato l'apertura della liquidazione giudiziale impresa minore nei confronti di una società di Lucca. Nonostante la validità della notifica via PEC d'ufficio, l'analisi dei bilanci degli esercizi 2020-2022 ha dimostrato che l'impresa rientrava nelle soglie dimensionali ridotte previste dal Codice della Crisi, escludendo così l'assoggettabilità alla procedura concorsuale.
Continua »
Contratto modificato per salvare l’azienda? No alla conferma con risarcimento
Un'azienda in concordato preventivo ha modificato unilateralmente le condizioni di un contratto di leasing per un albergo. Le società concedenti si sono opposte, vincendo il reclamo. Tuttavia, la Corte d'Appello ha comunque salvato il concordato tramite la 'conferma dell'omologazione con risarcimento', un meccanismo speciale. La Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: tale rimedio si applica solo per compensare 'perdite monetarie' (cioè un trattamento economico sfavorevole), ma non può sanare un'illegittimità grave come la violazione della libertà contrattuale. Di conseguenza, il piano basato su un contratto imposto illegalmente non può essere confermato. La vittoria va alle società creditrici.
Continua »
Controllo del concordato: forma o sostanza? La Cassazione decide
Un'azienda in crisi propone un concordato preventivo, ma il Tribunale lo dichiara inammissibile per vizi di legalità sostanziale. La Corte d'Appello ribalta la decisione, sostenendo che la verifica iniziale debba essere solo formale. La Corte di Cassazione, pur dichiarando il ricorso inammissibile per ragioni procedurali, interviene per chiarire un punto fondamentale. Stabilisce che il controllo di legittimità del concordato, fin dalla fase iniziale, non può essere superficiale. Il giudice ha il dovere di esaminare il contenuto della proposta e dei documenti per verificarne la conformità alla legge, andando oltre la mera regolarità formale. Vince quindi il principio di un controllo giudiziale approfondito sin da subito.
Continua »
PEC non va? Valida la notifica liquidazione giudiziale in Comune
Un'azienda creditrice chiede l'apertura della liquidazione giudiziale per un'altra società. La cancelleria del Tribunale tenta la notifica via PEC, ma l'invio fallisce. Procede quindi con il deposito dell'atto presso la casa comunale. L'azienda debitrice sostiene che la sua PEC era funzionante e che la notifica era nulla. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione precedente, stabilisce un principio chiave: la validità della notifica liquidazione giudiziale in Comune, dopo un tentativo fallito via PEC, è legittima. Spetta al debitore, e non al creditore, dimostrare con prove concrete che il proprio domicilio digitale era perfettamente attivo e funzionante al momento esatto del tentativo di notifica da parte della cancelleria.
Continua »