L'Azienda energetica ha impugnato il rifiuto della Regione di estendere la durata della concessione per un impianto idroelettrico. L'Azienda sosteneva che l'adesione al regime dello "spalma-incentivi" comportasse l'automatica proroga concessioni idroelettriche per ulteriori sette anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la rimodulazione degli incentivi economici non incide sulla durata temporale delle concessioni d'uso delle acque pubbliche. Una proroga automatica violerebbe i principi europei di concorrenza e temporaneità delle concessioni energetiche, che richiedono procedure di gara pubbliche e trasparenti. Di conseguenza, l'Azienda perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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